Così la hybris del liberalismo egemonico impedì all’Occidente di comprendere che razza di affronto fosse per la Russia (non solo per Putin) l’allargamento della Nato a Est, Ucraina compresa
Incontro a Odessa, Ucraina, tra il presidente Volodymyr Zelensky e il segretario generale della Nato Mark Rutte, 15 aprile 2025 (foto Ansa)
Quella che segue è la seconda parte della indagine di Rodolfo Casadei sulle cause remote della crisi russo-ucraina. La prima, dedicata agli errori dei governi di Mosca, è disponibile qui.
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«La crisi ucraina non è iniziata con un’audace mossa russa e nemmeno con una serie di richieste russe illegittime; è iniziata quando gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno cercato di spostare l’Ucraina fuori dall’orbita della Russia e nella sfera di influenza dell’Occidente. Questo obiettivo può essere desiderabile in astratto, ma Mosca ha chiarito che avrebbe combattuto questo processo con le unghie e con i denti. I leader statunitensi hanno allegramente ignorato questi avvertimenti – che chiaramente derivavano dall’insicurezza russa piuttosto che dall’avidità territoriale – e non sorprende che siano stati presi alla sprovvista dalla reazione di Mosca. Il fallimento dei diplomatici statunitensi nell’anticipare la risposta pesante di Putin è stato un atto di notevole incompetenza diplomatica,...
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