Le nutrie devastano coltivazioni e argini, ma per legge non possono essere uccise. Tranne a Reggio Emilia

Agricoltori e cacciatori si alleano grazie alla provincia, che ha modificato la legge. Intervista ad Antenore Cervi (Agrinsieme): «Era necessario. Ora rimborsiamo i cacciatori che le uccidono legalmente»

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Mangiano ettari di coltivazioni, distruggono gli argini e con le loro tane provocano anche incidenti. Sono le nutrie, roditori simili a castori, ad alto tasso di riproduzione. In molte zone d’Italia sono diventate così numerose da diventare un problema, anche perché la legge sulla caccia 157/92, recentemente modificata, assoggetta le nutrie a specie non cacciabile, esattamente come i topi o i ratti che infestano le grandi città.

«AGRICOLTORI ESASPERATI». Non trattandosi di specie cacciabile, non è permesso sparare alle nutrie nonostante questo sia lo strumento contenitivo ritenuto più efficace. Nella zona di Reggio Emilia, il problema è talmente serio che provincia e associazione degli agricoltori Agrinsieme hanno deciso di correre ai ripari, modificando ad hoc la legge sulla caccia. Spiega a tempi.it il piano d’azione Antenore Cervi, presidente di Agrinsieme di Reggio Emilia: «Continuavano ad arrivarci segnalazioni, storie di agricoltori esasperati dalle devastazioni delle nutrie. Non si poteva non intervenire. Così in collaborazione con l’Atc (Agenzia territoriale della caccia), abbiamo permesso ai cacciatori di intervenire con un piano di contenimento. Forniamo ai cacciatori un rimborso spese per le munizioni, il trasporto e lo smaltimento delle carcasse, se recuperabili, e loro ci aiutano a contenere il fenomeno. In tre mesi sono state cacciate circa 3 mila nutrie, stando a quanto riportano i registri per lo smaltimento delle carcasse. Più un certo numero di nutrie cacciate ipotizzabili, ma le cui carcasse non erano recuperabili, perché cacciate in un corso d’acqua».

«VI SEMBRANO TOPI?». Ultimamente le nutrie della zona avevano preso di mira le piantagioni di angurie. Dolci e mature al punto giusto per essere vendute, ma purtroppo rovinate dalla golosità dei roditori: «Gli agricoltori sono stati danneggiati due volte. La prima volta quando hanno visto il proprio raccolto rovinato, la seconda volta quando si sono resi conto che nessuno li avrebbe rimborsati, visto che, secondo l’ultima modifica della legge sulla caccia, la nutria non è un animale cacciabile, pertanto se produce danni non vengono rimborsati dagli enti territoriali. La nutria è stata equiparata ai topi, solo che pesa 10-15 kg, e può fare danni proporzionati al suo peso».

ALLEANZA AGRICOLTORI-CACCIATORI. «Un topo non può realizzare tane e buche talmente grandi da danneggiare un mezzo agricolo che sta facendo il suo percorso», continua Cervi. «Un topo non può realizzare tunnel tali da danneggiare gli argini dei fiumi e mettere in pericolo l’intero territorio». La nutria inoltre non ha nemici in natura, sul territorio italiano, perché è una specie importata e per di più continua a riprodursi velocemente. Conclude il presidente locale di Agrinsieme: «L’unico sistema contenitivo reale è lo sparo. Con la modifica della legge, a livello provinciale, tuteliamo i cacciatori che ci aiutano a contenere il problema».

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