L’astrofisico Stephen Hawking boicotta Israele?

Hawking non si recherà alla conferenza annuale dalla Presidenza israeliana, dove era stato invitato insieme ad altre personalità. Ma la sua scelta è stata molto criticata

L’astrofisico britannico Stephen Hawking boicotta Israele?, come già hanno fatto l’ex voce dei Pink Floyd, Roger Waters, e la cantante Annie Lennox.
Il fatto è che Hawking non si recherà alla conferenza annuale dalla Presidenza israeliana, dove era stato invitato insieme ad altre personalità. L’Università di Cambridge, dichiara che la causa sono problemi di salute, ma secondo il Guardian non è così: la decisione dello scienziato sarebbe stata presa sulla base della conoscenza della situazione palestinese e su consiglio unanime degli accademici palestinesi. Una scelta personale, spiega il giornale britannico, che certo non spicca per posizioni filoisraeliane.
Il professore di Cambridge, dopo essere stato sommerso da messaggi che gli chiedevano di non recarsi a Tel Aviv, avrebbe disdetto l’appuntamento con una lettera inviata al Presidente Shimon Peres, in cui farebbe trasparire le sue motivazioni. Resta il fatto che la versione ufficiale rimane un’altra e che Hawking non si presenterà alla conferenza in Israele perché «i medici gli hanno sconsigliato di volare».

DECISIONE SCANDALOSA. La notizia del presunto boicottaggio contro Israele da parte dell’astrofisico di Cambridge, promosso in Inghilterra dal British Committee for the Universities of Palestine (lobby che da anni promuove campagne contro Israele) è stata duramente criticata da Israel Maimon, presidente della conferenza a cui Hawking avrebbe dovuto partecipare. «L’uso del boicottaggio accademico contro Israele è scandaloso e improprio», ha detto Maimon, «in particolare da parte di coloro per i quali lo spirito di libertà dovrebbe essere la base della missione umana e accademica. Israele è una democrazia in cui tutti possono esprimere la propria opinione, qualunque essa sia. Il boicottaggio è incompatibile con un dibattito democratico aperto».

CHOMSKY E MCEWAN. «Se andassi solo nelle nazioni che approvo, non uscirei mai dal letto, probabilmente» è il commento ironico dello scrittore Ian McEwan. In disaccordo con la decisione dell’astrofisico è anche Noam Chomsky, sostenitore di spicco della causa palestinese e contestatore di Israele. Il Guardian riferisce che pur sostenendo il «boicottaggio e il disinvestimento delle aziende che stanno effettuando operazioni nei territori occupati» palestinesi, trova che un boicottaggio generale di Israele sia «un dono agli estremisti israeliani e ai loro sostenitori americani».