L’Anm, alla buon’ora, richiama Ingroia. Ma lui: «Ho fatto un’analisi sociologica»

Richiamo del presidente dell’Anm al magistrato di Palermo che, durante la festa del Fatto, ha fatto affermazioni “politiche”. La replica: «La mia un’analisi storica e sociologica del fenomeno mafioso»

Secondo il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, il pm di Palermo Antonio Ingroia ha fatto un’affermazione “politica”  invitando i cittadini a cambiare la classe dirigente. E con il collega Di Matteo avrebbe dovuto “dissociarsi” dal “plateale dissenso” espresso alla Festa del Fatto quotidiano nei confronti del Capo dello Stato. «Tutti i magistrati, e soprattutto quelli che svolgono indagini delicatissime – ha detto Sabelli – devono astenersi da comportamenti che possono offuscare la loro immagine di imparzialità, cioè da comportamenti politici». Con il suo invito a cambiare la classe dirigente del Paese, «Ingroia si è spinto a fare un’affermazione che ha oggettivamente un contenuto politico», con il rischio così di «appannare» la sua immagine di «imparzialità». Sabelli ha invitato tutti i magistrati «a evitare sovraesposizioni» e a «non mostrarsi sensibili al consenso della piazza».

Alla buon’ora, verrebbe da dire. Sono mesi – per non dire anni – che Igroia rischia di appannare la sua immagine di imparzialità, con interviste e partecipazione a trasmissioni televisive. Ma pare che l’Anm se ne sia accorta solo ora.

LA REPLICA. Grottesca la replica di Ingroia, che rivendica il suo diritto a esplicitare «un’analisi storica e sociologica del fenomeno mafioso: il collega Sabelli non conosce il contenuto della mia intervista e si è fidato di una frase estrapolata. Io ho fatto un intervento, sul rapporto tra potere mafioso e politica e ho parlato di un certo modo di essere della classe dirigente che, invece di attuare una politica di annullamento, ha attuato una politica di contenimento della mafia e ho detto che per recidere i legami tra Cosa nostra e certa classe politica occorre rinnovare la classe politica».