Contenuto riservato agli abbonati

La via crucis dei cristiani in Libano

Di Leone Grotti
03 Aprile 2026
La vita impossibile dei cristiani nel sud del paese, tra l'invasione di Israele e le incursioni di Hezbollah: «Amiamo questa terra, ma abbiamo bisogno di pace, non ne possiamo più. Senza cristiani non esiste il Libano»
La vista sulle colline del sud del Libano da una casa distrutta nel villaggio di Kawzah (foto Tempi)
La vista sulle colline del sud del Libano da una casa distrutta nel villaggio di Kawzah nella precedente guerra tra Hezbollah e Israele (foto Leone Grotti)

«Ogni volta che c'è un bombardamento mia figlia viene da me e mi chiede se i suoi giocattoli sono stati distrutti e se la sua cameretta è ancora intatta. Ha 4 anni, è forte ed esorcizza così il trauma della guerra. Io, purtroppo, non ho una risposta da darle». Naji Abou Karam è un imprenditore cristiano di 42 anni. Vive da sempre nel villaggio di Kawzah, nel sud del Libano, ma da quando la guerra tra Hezbollah e Israele è esplosa di nuovo, a inizio marzo, è stato costretto a fuggire ancora più sud, nel villaggio cristiano di Rmeish, a un tiro di sasso dal confine con Israele. Nella precedente guerra tra lo Stato ebraico ed Hezbollah in Libano, iniziata l'8 ottobre 2023 e terminata, almeno in teoria, il 27 novembre 2024, la casa di Karam è stata pesantemente danneggiata dalle bombe. Lui l'ha ricostruita, ma ora è stata distrutta di nuovo. «Durante l'ultima guerra il 60% delle abitazioni del nostro villaggio è andata distrutta», dichiara a Tempi. «Ora il 90% di Kawzah è raso al suolo e i...

Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online
per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online
+ il mensile digitale
Full
Il quotidiano online
+ il mensile digitale e cartaceo
Tempi capisce, colpisce. Abbonati subito. Scopri l’offerta

Articoli correlati