Mosca ricorda Stalin: «Mio nonno, capo di un gulag, credeva nel comunismo. Non mi vergogno di lui»

Uno spettacolo teatrale al museo Andrei Sakharov di Mosca per il 60esimo anniversario della morte di Stalin ha scatenato polemiche tra i parenti delle vittime dei gulag comunisti.

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Uno spettacolo teatrale al museo Andrei Sakharov di Mosca per il 60esimo anniversario della morte di Stalin ha scatenato polemiche tra i parenti delle vittime dei gulag comunisti. Nella rappresentazione il dittatore che ha guidato l’Unione Sovietica dal 1924 al 1953, causando la morte di almeno 20 milioni di morti, è stato ricordato dai discendenti degli ufficiali che facevano parte del regime. Degli attori leggevano le testimonianze anonime.

TESTIMONIANZA. «Mio nonno è stato il responsabile della costruzione del Mosca-Volga», legge una testimonianza che ricorda il canale che collega il fiume Moskva al fiume Volga costruito dai prigionieri dei gulag negli anni 30, migliaia dei quali sono morti per le condizioni inumane in cui erano costretti a lavorare. «Non è bello essere a capo di un campo di concentramento – continua – ma mio nonno credeva nella sua missione in modo sincero. In fin dei conti, non provo vergogna per lui».

LA RUSSIA NON CONDANNA STALIN. Tra il pubblico, secondo quanto riferisce l’Afp, si è levata la protesta di Tatiana Pravdina, 85 anni, il cui padre è stato rinchiuso in un gulag siberiano. «Non condannano gli errori dei loro cari» ha gridato. La Russia, sostengono altri che hanno assistito allo spettacolo ma non hanno espresso pubblicamente il loro disappunto, «non è pronta per una condanna categorica di Stalin».

STALIN EROE E CRIMINALE. Secondo un sondaggio, il 50 per cento dei russi pensa che Stalin sia stato «un leader saggio» che ha portato «prosperità all’Unione Sovietica». «Allo stesso tempo» però, «il 68 per cento concorda sul fatto che sia stato un crudele tiranno, colpevole della morte di milioni di innocenti». Tuttavia il 60 per cento afferma che la figura di Stalin è storicamente più importante per avere vinto la seconda guerra mondiale che per i suoi crimini. Non a caso «i comunisti russi hanno raccolto centomila firme per una petizione che ridia a Volgograd il nome di Stalingrado».

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