La Russa: «La Lombardia tiene. Durante i comizi la Lega esagera sempre»

«Se non molli Monti, noi molliamo Formigoni»: si è rivolto così Umberto Bossi a Silvio Berlusconi in un comizio. Risponde Ignazio La Russa a tempi.it: «A livello politico ci sarà da discutere, se la Lega vuole assumersi il rischio che vinca la sinistra, va bene. Una cosa è certa: o andiamo insieme in tutti i Comuni o in nessuno. Non li inseguiremo»

Umberto Bossi, nel discorso tenuto ieri a Milano davanti ai militanti della Lega, si è espresso con toni duri nei confronti del Pdl e ha mandato un messaggio molto chiaro a Silvio Berlusconi: «Se non molli Monti, noi molliamo Formigoni». La rottura in Lombardia significherebbe automaticamente la caduta delle giunte regionali del Veneto e del Piemonte, governate dai leghisti Zaia e Cota. Roberto Formigoni, intervistato dalla Stampa, ha raffreddato i toni: «Mai prendere per oro colato le cose dette in un comizio in piazza». L’ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervistato da tempi.it, ha risposto alle parole del senatùr.

La Russa, dopo le dichiarazioni sentite ieri al comizio della Lega, considera finita la parentela con Bossi?
In questo momento le posizioni che abbiamo sul governo sono “non identiche”. Si dimentica spesso di riconoscere che senza il governo Monti la responsabilità di questa crisi sarebbe stata addossata al governo Berlusconi. Non parlo del Berlusconi singolo, ma di tutto l’esecutivo a cui partecipava anche la Lega. L’aver fatto nascere il governo Monti per senso di responsabilità torna a vantaggio, non solo, come ci auguriamo, dei conti dell’Italia, anche se fino ad ora non abbiamo quest’impressione, ma torna anche a vantaggio politico di Pdl e Lega. Con il nuovo esecutivo si è ristabilita una verità inossidabile e cioè che la responsabilità della crisi non era nostra.

Quindi il Pdl non deve preoccuparsi per la tenuta della giunta Formigoni?
Non è che non c’è da preoccuparsi, al momento siamo separati. Sappiamo che i toni comiziali della Lega sono esagerati, sono sempre più alti della realtà. A livello politico ci sarà da discutere, come abbiamo sempre dovuto fare con la Lega. I termini della discussione riguarderanno il fatto che, andando da soli, ci sarebbe il rischio di far vincere la sinistra. Se la Lega vuole assumersi questo rischio, ce lo assumiamo anche noi. Una sola cosa non sarà possibile nelle prossime amministrative: andare insieme solo nei casi in cui i sindaci siano leghisti.

Cioè?
Vuol dire che in Lombardia, nei comuni in cui si andrà a votare nelle prossime elezioni – Como, Monza, Sesto San Giovanni, etc -, non sarà ipotizzabile prevedere una situazione di unità a Monza dove il sindaco è leghista e non a Como dove c’è un sindaco del Pdl. Va fatto un discorso equilibrato.

Quindi terranno le giunte di Lombardia, Piemonte e Veneto?
Io sono fiducioso. Non è il discorso tenuto ieri da Bossi che chiude i rapporti. Una cosa è certa: non saremo all’inseguimento della Lega. Saremo però pronti a discutere con loro.
Twitter: @giardser