La petalosa moda di non dare compiti per le vacanze

Basta esercizi e traduzioni. Sono sempre di più i professori che suggeriscono di ballare, svagarsi, giocare. È pure nato il gruppo “Basta compiti”

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Rileggere i classici? Tradurre versioni, svolgere problemi di trigonometria durante le vacanze estive? Giammai. Dimenticate i tradizionali compiti per le vacanze, ormai non li assegna più nessuno. Sembra diventato un costume consolidato, per molti insegnanti, decidere di non assegnare più nessun compito, citando sempre come buon esempio scolastico quello dei Paesi scandinavi, che da tempo hanno rinunciato ai compiti da svolgere a casa. Oggetto di interesse anche da parte del controverso regista Michael Moore, che se n’è occupato nell’ultimo documentario “Where to invade next”.

BALLARE SENZA VERGOGNA. Se ne parla da anni. Lo scorso anno, un professore di un liceo di Fermo aveva pubblicato su Facebook una lista di quindici sognanti imperativi da eseguire al posto di noiosi ripassi e traduzioni: fare una passeggiata in riva al mare in solitudine guardando il sole sorgere, ballare senza vergogna, dichiarare i propri sentimenti a una persona amata, sognare come dovrebbe essere la vita.
Un dirigente scolastico genovese ha preso talmente seriamente l’argomento da fondare il movimento “Basta compiti”, con annessa petizione per abolire questa, a sua detta, dannosa pratica. Nel manifesto del movimento si legge che i compiti procurano disagi agli studenti in difficoltà, tolgono tempo allo svago, discriminano perché avvantaggiano chi ha genitori premurosi e istruiti, sono addirittura malsani perché costringono a portare zaini pesanti.

FIORI E PIGIAMA PARTY. Il sindaco di Mamoiada (Nuoro), Luciano Barone, ha emanato un’ordinanza per consigliare ai docenti di non assegnare esercizi da svolgere a casa, riprendendo proprio il manifesto del professore di Fermo. «Attenzione, però, non sto dicendo di abbandonarsi alla noia o di non fare niente», ha sottolineato il primo cittadino sul suo profilo Facebook. Ah, no, sembrava, in effetti. Tant’è che giura: «Controllerò io stesso che siano stati fatti».
Sulla stessa scia un gruppo di maestre di una scuola primaria di Ferrada, in provincia di Genova, che hanno assegnato ai loro allievi una serie di passatempi estivi, come fare un pigiama party, raccogliere fiori da regalare alla mamma e ballare come matti da soli in cameretta. Cose che, a detta delle maestre, fanno crescere. Non il cervello, però.

Foto da Shutterstock

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