La nuova legge di Hollande contro le imprese che chiudono o delocalizzano? «Una Waterloo economica»

Il Parlamento ha varato ieri la cosiddetta “legge Florange” che prevede multe e sanzioni per gli imprenditori che vogliono andarsene dalla Francia ma non trovano prima un acquirente a cui lasciare azienda e lavoratori

È conosciuta da tutti come “legge Florange” ma la norma approvata ieri in via definitiva alla Camera dal governo socialista francese è già stata ridefinita «Waterloo economica». La legge anti-delocalizzazioni era stata inserita da Francois Hollande nel suo programma in campagna elettorale e ora aspetta solo il definitivo via libera del Senato.

LEGGE ANTI-DELOCALIZZAZIONI. L’anno scorso il magnate indiano Lakshmi Mittal ha chiuso il polo siderurgico Florange, lasciando a casa 600 dipendenti perché non voleva più investire in Francia. Mittal non ha accettato una proposta del governo, che gli chiedeva di far rilevare l’azienda dalla concorrenza.
Hollande aveva promesso in campagna elettorale che avrebbe obbligato gli imprenditori che non vogliono più investire nel paese a non chiudere un’azienda e delocalizzare fino a quando non avessero trovato un compratore in patria per non lasciare i dipendenti senza lavoro. L’obiettivo della norma presentata il primo marzo 2013 era questo ma alla fine del percorso è rimasto poco dell’intento originario.

I PUNTI DELLA NORMA. La “legge Florange” prevede che i patron con più di 1000 dipendenti trovino un acquirente che continui a garantire la produzione prima di chiudere bottega. Chi non lo trova o si rifiuta di cercarlo dovrà pagare una multa non superiore al 2 per cento del fatturato e restituire allo Stato gli aiuti percepiti nei due anni precedenti.
La legge sembra essere poco efficace dal punto di vista pratico dal momento che l’85 per cento delle imprese francesi ha meno di mille dipendenti.

DIRIGISMO HOLLANDIANO. Di sicuro però il dirigismo hollandiano servirà a far scappare ancora più imprenditori dalla Francia e a scoraggiare i già impauriti investitori stranieri, danneggiando l’occupazione. Negli ultimi tre anni più di mille fabbriche hanno chiuso o delocalizzato, il deficit commerciale ha toccato un rosso di 32,9 miliardi e il costo del lavoro è aumentato per colpa delle tasse del 10% negli ultimi 12 anni. L’anno scorso, inoltre, gli investimenti stranieri sono crollati del 77% e questa legge non aiuterà certo a invertire la rotta.

WATERLOO ECONOMICA. La destra ha gridato alla «Waterloo economica» e ha parlato di legge «anacronistica» che mina «il diritto alla proprietà e la libertà d’impresa». Per questo il partito di Sarkozy, l’Ump, ha annunciato che farà ricorso al Consiglio costituzionale chiedendo lo stop della legge.