Monsignor Camisasca ci insegna a vedere le esperienze di comunità e fraternità cristiana presenti nel nostro secolarizzato Occidente. La prefazione al suo libro "La Chiesa"
Giubileo dei giovani,
Tor Vergata, Roma,
3 agosto 2025 (Foto Ansa)
Pubblichiamo la prefazione al nuovo libro di monsignor Massimo Camisasca, vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla.
Una volta, il filosofo tedesco Robert Spaemann raccontò di aver letto su un muro una scritta che recitava: «Dio è morto. Firmato: Nietzsche». Sotto, un buontempone armato di acuta ironia aveva aggiunto: «Nietzsche è morto. Firmato: Dio».
L’aneddoto mi pare leggere la nostra contemporaneità occidentale meglio di una certa retorica che tende a parlare della fede e della presenza cristiana in modo troppo funereo e pessimistico. Ciò che sorprende è che questo esercizio è spesso praticato più da chi la fede in Dio la condivide e la vive, piuttosto che da chi gli è estraneo. Beninteso: è chiaro a tutti che il mondo occidentale, che dalla fede cristiana è stato innervato e ha tratto tutto ciò che lo caratterizza, oggi l’abbia quasi ripudiata. Non solo le analisi sociologiche e i numeri (dei battesimi, dei matrimoni, dei funerali) ci raccontano di una società sempre più lontana...
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