La Francia propone di eliminare l’homeschooling. «Vogliono lo Stato educatore»

Se passasse la legge presentata dall’Ump ricevere un’educazione a casa diventerebbe praticamente impossibile. La protesta del “Blog sulla libertà scolastica”: «non si strumentalizza la scuola a fini politici»

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educazione-francia-casa-homeschoolingIn Francia è stata depositata in Senato da un gruppo di senatori dell’Ump una proposta di legge che, qualora venisse approvata, vieterebbe l’istruzione domiciliare, il cosiddetto homeschooling. Ricevere un’educazione a casa diventerebbe possibile solamente per chi soffre di una malattia o di un handicap fisico tale da rendere «impossibile» la scolarizzazione classica.

«GENITORI USURPATI». Il “Blog sulla libertà scolastica”, che ha riportato la notizia, parla di «attacco alla libertà scolastica»: «La Francia – si legge – passerebbe da un regime di istruzione obbligatoria a uno di scolarizzazione obbligatoria in una struttura collettiva. In questo modo verrebbe violato il principio costituzionale della libertà d’insegnamento e anche l’articolo 26-3 della Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo: “I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli».

STATO EDUCATORE. La legge è stata presentata ufficialmente con lo scopo di «favorire la socializzazione dei bambini» ma, continua il blog, «studi americani mostrano che i bambini che studiano a casa sono almeno tanto dotati per le relazioni sociali quanto gli altri». Anne Coffinier, direttore generale della Fondazione per la scuola, paventa invece che dietro la legge ci sia «un’idealizzazione irrealistica dello Stato educatore» e mette in guardia da chi vuole «strumentalizzare la scuola a fini politici».

RELIGIONE REPUBBLICANA. Non si può dire che la preoccupazione di Coffinier sia campata in aria se si vanno a leggere alcune dichiarazioni di Vincent Peillon, ministro dell’Educazione nazionale. Il ministro socialista, che vuole fondare una nuova «religione repubblicana» all’insegna della laicità, ha dichiarato: «La scuola gioca un ruolo fondamentale, perché la scuola deve strappare il bambino da tutti i suoi legami pre-repubblicani per insegnargli a diventare un cittadino. È come una nuova nascita, una transustanziazione che opera nella scuola e per la scuola, la nuova chiesa con i suoi nuovi ministri, la sua nuova liturgia e le sue nuove tavole della legge».

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