La fine del futuro

Di Roberta Adelaide Modugno
25 Maggio 2026
Il contributo di Roberta Adelaide Modugno (Università Roma Tre) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione al saggio di Marco Valerio Lo Prete sulla demografia
Mamma con figlio neonato
Foto di Hollie Santos su Unsplash

Perché una coppia decide di avere un figlio? Per aumentare la popolazione del proprio paese? Per salvare la cultura e la civiltà della propria parte di mondo? Probabilmente no. Perché si mettono al mondo figli? Perché è bello, perché è una delle gioie più grandi che l’essere umano possa provare. Avere un figlio proietta necessariamente verso il futuro, dà un senso alla nostra finitezza o, forse, ci proietta al di là della nostra finitezza, in una dimensione progettuale unica. Non solo. É un atto creativo sublime, è pura vitalità, è vita che reclama la vita che ci è stata donata.

Eppure, da trent’anni a questa parte stiamo vivendo un sempre maggiore declino demografico, con una denatalità che è diventata una vera propria emergenza. Marco Valerio Lo Prete, che ha aperto questo dibattito, sottolinea come «i cambiamenti profondi della popolazione stanno influenzando già ora la capacità di rischiare, inventare, generare ricchezza e risorse oggi per affrontare le sfide di domani». 

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