La «dolorosa verità» che i tedeschi non capiscono (e che qualcuno dovrebbe spiegare loro)

Molti tedeschi sperano che l’Eurozona possa guarire senza che loro paghino un prezzo alto. «Ma si sbagliano».

«Molti tedeschi sperano che i mali dell’Eurozona possano essere curati senza uno sforzo eccessivo. Ma molti funzionari di primo piano a Berlino capiscono che invece la Germania dovrà pagare un prezzo molto alto. Se Merkel e altri leader politici potessero spiegare questa dolorosa verità al loro popolo, le prospettive dell’Euro migliorerebbero di gran lunga». È questa l’opinione di Charles Grant, direttore del Centro per le riforme europee, che in un editoriale sul New York Times ha spiegato come i tedeschi non si rendano conto che la Germania non può fare uscire l’Europa dalla crisi senza pagarne il prezzo.

«Gli esperti tedeschi – scrive – sanno che un euro sano ha bisogno di una maggiore integrazione della zona euro. Capiscono che c’è bisogno di una sorta di “unione bancaria” e accettano anche di parlare di “eurobond”, ma insistono che un’unione fiscale che assicuri la disciplina del bilancio deve venire prima. Vogliono un’unione economica dove i membri più deboli diventino più competitivi». Ma dall’altra parte ci sono Francia, Italia e i loro alleati, che vogliono invece ammorbidire le richieste tedesche sull’austerità e la Germania non vede di buon occhio il muro contro muro che si sta profilando.

«Le divergenze su come risolvere la crisi – continua Grant – suggeriscono un sano compromesso. La Francia e i paesi del sud Europa dovrebbero accettare riforme strutturali, disciplina di bilancio e una perdita della sovranità su alcuni aspetti della politica economica nazionale. La Germania, invece, dovrebbe dare agli Stati membri più tempo per raggiungere gli obiettivi di bilancio e accettare una condivisione del debito. La Germania potrebbe accettare un patto di questa portata?». È la domanda chiave, che ha una risposta difficilmente positiva ma non per forza negativa, se è vero quello che Grant riporta da alcuni importanti uomini in Germania, che preferiscono restare anonimi: «Angela Merkel manca di visione, non ama le grandi idee, è eccessivamente cauta e non ha feeling con l’Europa. Non sopporta che da fuori le si dica che cosa deve fare ma è anche vero che è un politico di lungo corso e non vuole essere ricordata come il Cancelliere che ha fatto collassare l’euro».

Quindi? Qualcuno deve fare la prima mossa. Secondo Hans Eichel, ex ministro delle Finanze dei socialdemocratici, «i tedeschi sono scettici riguardo all’euro ma non vogliono tornare al marco, per cui Merkel deve essere più coraggiosa. Se farà il primo passo, gli altri la seguiranno».