La corte europea di Strasburgo dice di nuovo no a Berlusconi

Respinta la richiesta di sospendere le pene accessorie per consentire la sua candidatura alle europee. Per la Corte dei diritti dell’uomo un intervento su uno Stato è possibile solo se è a rischio l’incolomità fisica

Nuova bocciatura della Corte europea dei diritti dell’uomo ad un ricorso presentato per Silvio Berlusconi e la sua candidatura alle europee. Oggi pomeriggio la Corte di Strasburgo ha respinto per la seconda volta la richiesta di sospendere le pene accessorie per Berlusconi, che gli impediscono di candidarsi alle elezioni.

«NON È A RISCHIO LA VITA». La Corte ha spiegato che anche questo secondo ricorso è stato presentato dall’avvocatessa Ana Palacio a nome di alcuni deputati di Forza Italia, dopo quello esaminato lo scorso 8 aprile. Si chiedeva alla Corte la sospensione immediata delle pene accessorie, in virtù della cosiddetta regola 39. La Corte ha rigettato questa richiesta spiegando che il campo di applicazione della regola, che consentirebbe alla Corte di imporre ad uno Stato misure immediate per rimediare o impedire una violazione dei diritti umani, è solo quello in cui la vita di una persona e la sua incolumità fisica sono a rischio.