La Cina vuole «dominare questo ordine mondiale», non farne uno nuovo

L’ex ministro degli Esteri indiano, Gokhale, lancia un grido d’allarme all’Occidente: non fatevi blandire dal modello cinese, vuole conquistarvi attraverso l’Onu

Perché la Cina dovrebbe stravolgere l’ordine mondiale e imporne uno nuovo quando può semplicemente mettere le mani sul vecchio? Se lo chiede in un’interessante analisi sul New York Times Vijay Gokhale, ex ministro degli Esteri indiano e ambasciatore in Cina dal gennaio 2016 all’ottobre 2017.

IL VERO OBIETTIVO DELLA CINA

Mentre la Cina combatte dal punto di vista mediatico e diplomatico contro l’Occidente, per fargli chiudere un occhio sulle proprie responsabilità nella diffusione della pandemia e per fargli digerire la violazione di un trattato internazionale riguardo a Hong Kong, Xi Jinping «è impegnato in una campagna più grande: prendere il controllo delle istituzioni internazionali, come l’Oms e le Nazioni Unite, che amministrano il mondo».

«Questo è il punto: contrariamente a quanto si crede, la Cina ha sempre detto di non voler rovesciare l’ordine globale. E dovremmo ascoltarla. Perché la Cina dovrebbe ficcarsi nei guai nel tentativo di ribaltarlo, quando può semplicemente prenderne il controllo totale?».

SFRUTTARE L’ONU E I SUOI FRATELLI

Nessuno ha «ottenuto più vantaggi della Cina dalla globalizzazione», continua Gokhale: ha sfruttato le istituzioni multilaterali guidate dall’Occidente, come l’Organizzazione mondiale del commercio, per «portare avanti i propri interessi e costruire la propria influenza». Ha «preso il controllo di quattro organizzazioni chiavi dell’Onu» e completerà l’opera quando metterà le mani su Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, Banca mondiale e Fondo monetario internazionale. Da anni Pechino «aumenta la sua influenza nelle istituzioni internazionali», e quanto possa tornare utile questo sforzo si è visto bene durante questa pandemia, quando l’Oms ha continuato a elogiare la Cina pur non ricevendone le adeguate informazioni, come rivelato dall’Associated Press.

L’ex ministro degli Esteri dell’India ha tutto l’interesse a mettere in guardia il mondo occidentale dalla Cina, essendo il suo nemico giurato e principale contendente in Asia. Ma è evidente la sua preoccupazione. Con la sua offerta di «sviluppo e stabilità», a molti paesi Pechino appare rassicurante in un momento in cui gli Stati Uniti sembrano volersi sempre più ritirare dalla scena internazionale. E non è un caso se la Cina è diventata il secondo contributore alle Nazioni Unite dopo gli Usa.

«NON FIDATEVI DEL MODELLO CINESE»

La debolezza occidentale di fronte alla Cina e le dichiarazioni piene di fascino di tanti politici verso il “modello cinese” sono per l’India più pericolose dell’espansione del regime in Asia:

«Il mondo ha bisogno della leadership americana per ricordarsi che il rispetto per la libertà e la dignità umana sono la strada migliore per il futuro dell’umanità. Il modello cinese – dove un Partito-Stato autoritario esalta lo sviluppo economico a discapito delle libertà politiche – può apparire attraente ad alcuni. Ma non può essere emulato altrove perché dipende dalla cultura e dalla storia cinesi. La democrazia invece può essere seguita da chiunque, in ogni luogo».

Ecco perché, conclude l’ex ambasciatore, «se l’Occidente non riscoprirà la sua fiducia nel potere universale della democrazia, la Cina potrebbe prendersi semplicemente il mondo, così com’è».

Foto Ansa