La Cina investe 5 mila miliardi di euro (più del doppio del debito pubblico italiano)

Pechino annuncia investimenti per 5 mila miliardi di euro, spese militari e welfare in un’economia che cresce del 7,5 per cento e tende ad aumentare i consumi interni.

È una settimana piena di numeri che arrivano dalla Cina. Si è partiti con le proposte di investimento per oltre 5 mila miliardi di euro da spendere per i prossimi dieci anni, fino alle stime del Pil intorno al 7,5 per cento nel 2013, ma che alcuni analisti definiscono troppo caute, preventivando una crescita maggiore.

INVESTIMENTI. Partiamo dal piano di investimento quantificato in 5 mila miliardi di euro (per intenderci: più del doppio del debito pubblico italiano) che serviranno per spostare circa 400 milioni di cinesi dalla campagna verso le città. Viene da chiedersi se un piano di questo tipo si trasformerà in un’arma a doppio taglio e il debito continuerà a mantenersi sostenibile e rimborsabile nel futuro, garantito dai Pil sempre in crescita di Pechino. L’operazione non è priva di rischi, ma i margini di cresita della repubblica cinese sono ancora alti se si considera che quasi la metà della popolazione vive in condizioni rurali ben lontana dalla modernità delle grandi città. A prima vista, e se si considera un’ottica di medio periodo, non sembra paventarsi una pericolosa bolla che metterebbe ko l’economia mondiale. In più c’è da aggiungere che in un’economia in fase espansiva gli investimenti fanno bene, alimentano la fiducia e quindi i consumi e il benessere. Negli Stati Uniti la storia ha insegnato che gli investimenti sono nocivi solo nel caso in cui drogano il sistema cioè quando cercano di forzare un disequilibrio di mercato: si cerca di generare una domanda inesistente o più bassa rispetto ad un’offerta che non può essere soddisfatta. Le vicende immobiliari statunitensi sono ancora un vivo e fresco paradigma per tutti.

PIL E SPESE MILITARI. L’economia cinese continua a crescere. Le stime del Pil per il 2013 fanno leva sul miglioramento delle condizioni di vita: ne è un esempio l’innalzamento del 27 per cento delle spese sanitarie e il tentativo di riequilibrare l’economia troppo focalizzata sull’export. Migliorando le qualità di vita si cerca di alimentare il consumo interno e quindi bilanciare l’intero sistema.
In discussione in questi giorni ci sono anche le spese militari e Pechino ha annunciato che quest’anno i costi destinati alla difesa aumenteranno del 10,7 per cento. Il motivo di tale aumento nasce soprattutto dalle tensioni con i paesi vicini, in particolare con il Giappone. Ma bisogna rilevare che secondo una ricerca della World bank i cinesi spendono meno della metà degli Stati Uniti se si paragonano i costi militari al Prodotto interno lordo (vedi immagine).