La casa editrice dei missionari che racconta storie “ai confini del mondo” (come quelle di un certo Bergoglio)

L’Editrice missionaria italiana festeggia i quarant’anni con tre libri sul papa in cima alle classifiche di vendita in Italia. Intervista al direttore Lorenzo Fazzini

Emi, l’Editrice missionaria italiana, festeggia i suoi quarant’anni con tre libri in testa alle classifiche di vendita in Italia. «Siamo in otto, mica in centinaia come a Mondadori», scherza il direttore Lorenzo Fazzini, «ma siamo riusciti a portare in libreria, primi in assoluto, due opere di papa Francesco, Umiltà, la strada verso Dio, Guarire dalla corruzione, e un libro su di lui, Francesco, un Papa dalla fine del mondo, scritto da Gianni Valente».

Quando tutti si interrogavano su chi fosse il cardinale di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, la Emi aveva già pronti tre libri sul nuovo Pontefice. Come avete fatto?
Non li avevamo già pronti. Ci abbiamo messo alcuni giorni. Questa è la peculiarità di Editrice missionaria italiana. Non che del cardinale Bergoglio ne sapessimo molto neppure noi. Lo conoscevamo, certo, ma non potevamo prevedere che diventasse papa. Lo avevamo già contattato gli anni scorsi, per molti motivi, ed essendo, la nostra, una realtà unica nel panorama cattolico italiano, che ha rapporti in ogni luogo “ai confini del mondo”, siamo partiti in vantaggio rispetto alle altre case editrici. 

La Emi è nata da quattro istituti missionari, a Bologna, nel 1973. Ora è la casa editrice di 15 missioni.
Il nostro tratto missionario è a trecentosessanta gradi. Raccontiamo da quarant’anni le missioni. Recentemente, oltre ai libri del papa, abbiamo pubblicato le opere del cardinale di Manila, Luis Antonio Tagle, e i documenti delle chiese latino americane. La casa editrice fa attenzione ai temi del rispetto del creato, ai nuovi sistemi di vita. Soprattutto, però, ha uno sguardo approfondito sulla realtà di frontiera, fra cui necessariamente c’è anche il dialogo con i non credenti.

I missionari e l’editoria, a molti può sembrare un binomio stravagante.
Non c’è niente di strano: i missionari sono il punto di contatto con mondi lontani. Le loro testimonianze offrono una conoscenza approfondita di realtà di cui è difficile reperire informazioni. Se un giornalista vuole informarsi su cosa stia accadendo in un posto ai confini della terra, chiama un missionario e si fa raccontare da lui. Le testimonianze dei missionari non ci parlano mai di qualcosa di scontato, di politicamente corretto, ma sempre della realtà. Sono una risorsa preziosa e unica per chi vuole conoscere ciò che capita nel mondo.

Questo pomeriggio, si terrà un incontro della casa editrice in Università Cattolica, nella sede di Largo Gemelli a Milano. Di cosa si parlerà?
Prima di tutto interverrà padre Piero Gheddo, sessant’anni di missioni, di cui quaranta fatti anche con la penna. Lui è stato fra i fondatori di Emi, negli anni in cui l’Editrice pubblicava i resoconti dei missionari. Interverranno anche padre Luigi Gavagna e padre Giulio Albanese. Infine il giornalista Toni Capuozzo, a cui proveremo a chiedere che cosa dovrebbe essere una casa editrice missionaria oggi, e che cosa lui, da laico, coglie come ricchezza nel mondo missionario.