L’ipocrisia del nostro parlamento che parla di emergenza carceri, ma poi affossa amnistia e indulto

In un’aula deserta, i deputati approvano il messaggio di Napolitano, ma poi lo affossano. Decisiva la posizione del Partito democratico

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Saranno stati sì e no una cinquantina i deputati che ieri erano alla Camera per discutere il messaggio sull’emergenza carceri del presidente Giorgio Napolitano (datato 7 ottobre 2013). Un messaggio che, si ricorderà, faceva esplicito riferimento a strumenti come amnistia e indulto per trovare una soluzione al sovraffollamento dei nostri penitenziari, per il quale siamo a rischio infrazione (e multa salata) da parte della Corte europea per i diritti dell’uomo (abbiamo tempo fino al 28 maggio). Formalmente, il messaggio di Napolitano è stato approvato, grazie anche ai voti di Sel, ma – nei fatti – è stata chiusa la porta all’amnistia e all’indulto.

LA POSIZIONE DEL PD. La relatrice del Pd Donatella Ferranti ha infatti detto nel suo intervento che «siamo sicuramente sulla buona strada, con misure strutturali in linea anche con i più recenti studi empirici secondo i quali per ridurre il rischio di recidiva e l’effetto delle porte girevoli occorre piuttosto puntare su misure alternative alla detenzione. E però se è chiaro che il legislatore ha inteso superare l’ottica degli interventi emergenziali, occorre affiancare le misure strutturali con l’attuazione definitiva del piano carceri e recuperare l’intero sistema penitenziario gravemente depauperato in termini di risorse umane ed economiche». Fuor dal “politichese”, significa una sola cosa: no a indulto e amnistia.

POSIZIONE IPOCRITA. I deputati di Sel sono stati meravigliosi. Dopo aver votato sì, hanno protestato per l’esclusione di amnistia e indulto. Provvedimenti su cui c’era invece stata l’importante apertura di Ncd e Popolari per l’Italia. Ma il Pd ha fatto muro trovando un escamotage un po’ ipocrita. Se il decreto Cancellieri e le riforme otterranno i risultati sperati – hanno spiegato, nella sostanza, i democratici – riusciremo a rispondere all’Europa e a non incorrere nella sanzione. Questa posizione pilatesca ha raccolto 325 sì, 107 no e 42 astenuti.
Arrabbiati i Radicali. Per Marco Pannella si tratta di «posizioni infamanti». Secondo Rita Bernardini, la relazione della commissione «dimentica che le riforme strutturali che il Capo dello stato ha indicato valgono per il futuro mentre per il presente ci resta solo un provvedimento di clemenza che possa metterci in regola con i diritti dell’uomo e con l’Europa». La presidente di Radicali italiani, Laura Arconti, ha inviato una lettera al ministro della Giustizia Andrea Orlando, chiedendo un incontro.

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