Kim Jong-un ha “distrutto” 70 soldati anche se ne sono morti solo 4

La propaganda del regime comunista nordcoreano non si smentisce mai. Per ricordare l’attacco missilistico sferrato gratuitamente contro l’isola sudcoreana di Yeonpyeong, che ha causato la morte di quattro persone, hanno scritto: «Come il compagno Kim Jong-un ha combattuto e sconfitto da solo 70 soldati americani. Se riproveranno a invaderci, se ne sbarazzerà ancora»

“La più grande vittoria, come il compagno Kim Jong-un ha combattuto e sconfitto da solo 70 soldati americani”. E ancora: “Guardando sempre con avidità le nostre acque territoriali, 70 marionette della Corea del Sud insieme ai loro burattinai dell’esercito degli Stati Uniti hanno preso il mare intorno all’isola di Yeonpyeong per minacciarci, ma le nostre armate rivoluzionarie guidate dal compagno Kim Jong-un li hanno distrutti”.

Si sa, con il tempo la memoria sbiadisce, e la propaganda nordcoreana è famosa per ritoccare i fatti ma questa volte il regime di Pyongyang ha un po’ esagerato. La notizia data in Corea del Nord, a quasi un anno dall’attacco missilistico sferrato dal regime comunista all’isola sudcoreana di Yeonpyeong, si allontana un po’ troppo dalla realtà. L’attacco, che nel novembre 2010 ha fatto temere un’escalation militare, non solo è stato del tutto gratuito – non era infatti in mare nessuna forza sudcoreana né statunitense pronta a invadere la Corea del Nord – ma ha portato alla morte di quattro persone e non 70.

“Se riproveranno a invaderci, il compagno generale Kim Jong-un se ne sbarazzerà ancora”. La propaganda del regime ha sempre descritto al popolo l’attacco all’isola di Yeonpyeong come una lezione impartita ai sudcoreani da Kim Jong-un, terzogenito dei Kim e destinato a prendere il posto del padre, e attuale dittatore, Kim Jong-il alla guida del paese. Ma non aveva mai millantato la presenza di soldati americani, parte di un esercito invasore, né la morte di 70 persone.

Il tentativo di mitizzare la figura di Kim Jong-un è sempre in atto, insieme a un’altro ricominciato di recente: idolatrare la figura della sua madre biologica, Ko Young Hee, che non si è mai sposata con il “caro leader” Kim Jong-il. Secondo alcune fonti, sembra che sia stata riabilitata la canzone “Madre di Pyongyang”, che parla di Ko e che mira a risolvere i problemi politici legati ai natali appunto di Kim Jong-un.