Juventus campione d’inverno (anche perché dell’anti-Juve non v’è traccia)

Cinquantacinque volte chi ha vinto il titolo d’inverno si è aggiudicato lo scudetto. Quest’anno i bianconeri hanno perso più partite, ma le inseguitrici arrancano. È già finito il campionato?

Otto giorni a Natale e la Juve è già campione d’inverno. Certo, il titolo in questione vale solo per riempire i titoli di giornale e non ha alcuna validità in termini di risultati, ma è indice del benessere di una squadra in piena forma, ieri brava a regolare l’Atalanta in meno di mezz’ora. E ancor di più è foriero di alcuni dati interessanti, che non possono che far sorridere i bianconeri.

UNO SGUARDO ALLA STORIA. Innanzitutto, la storia. Chi arriva al giro di boa da primo in classifica di rado perde il primato a fine anno. È successo 55 volte da quando in Italia esiste una massima serie a girone unico: quasi il 70 per cento dei campionati a maggio ha dato ragione a chi a gennaio si trovava primo in classifica. E quel titolo, “Campione d’inverno”, per forza di cose è un marchio estremamente familiare alla Juventus, di cui è stata insignita ben 27 volte: raramente non è riuscita poi mantenere il primato anche a fine stagione, unico dei club di Serie A (insieme al Torino) ad avere il conto in attivo, coi suoi 28 scudetti. D’altronde la Vecchia Signora ha nel dna le grandi cavalcate trionfanti, con successi costruiti a settembre e lunghe strisce vincenti fino a maggio.

LA JUVE PERDE DI PIÙ, MA FA PIÙ PUNTI. Ma ancor più singolare è guardare alla quantità di punti totalizzata dalla Juve: 41, ad ora, la stessa quantità raccolta un anno fa alla 19esima giornata. Questo sebbene lo scorso anno la Juve non abbia mai perso, ma a fine anno si sia trovata con 23 vittorie e 15 pareggi. Se anche i bianconeri dovessero fare bottino pieno dalle due giornate che restano arriverebbero a 47 e non riuscirebbero a battere i 52 punti totalizzati nel 2005/06, record del miglior rendimento in Serie A nel girone d’andata. Ma la cosa conta poco: vincere il titolo invernale con due giornate d’anticipo è cosa rara, e fa ancor più notizia alla luce delle difficoltà incontrate dai bianconeri, quest’anno costretti a fare i conti anche con gli impegni in Europa e non sempre ottimali in campionato. La Juve perde di più, ma pareggia meno e fa più punti, specie per le tante difficoltà delle inseguitrici.

DIFFICILE TROVARE L’ANTI-JUVE. Un anno fa i bianconeri vincevano il titolo solo alla 19esima giornata, con un punto di vantaggio sul Milan, salito poi a 4 a fine anno. Difficile invece capire chi sia ora la vera anti-Juve: brillano poco Inter e Napoli, le cui sconfitte in questo weekend sono solo le ultime avvisaglie della scarsa maturità di due club nettamente inferiori rispetto ai bianconeri, il Milan solo ora sta recuperando un inizio di stagione da dimenticare, la Roma cade sul più bello quando sembra avvicinarsi al secondo posto, Fiorentina e Lazio stupiscono così avanti in classifica, sebbene ne passi da qui a indicarle come candidate scudetto. Campionato già deciso? No, anche se poco ci manca. Un problema c’è, e si chiama Champions League: i bianconeri hanno fatto fatica a gestire il doppio impegno, e a febbraio sarà un’ulteriore prova di maturità faticosa, cui le altre squadre potranno approfittare. Altrimenti che noia, prepariamoci ad un girone di ritorno già deciso, dove avremo da esaltarci solo per la gara al secondo posto e per la lotta per non retrocedere.

Seguici su Tempi Sport