Lo strano caso di Josefa Idem in realtà è già un classico

È in Italia da una vita, ha fatto la campionessa olimpica di canoa, poi l’assessore, poi il parlamentare. E quando diventa ministro, ciòmpete. Salta fuori la gabola

In effetti, anche a non essere come il Berlusca (che un po’ se le va a cercare, diciamolo, portandosi certa gente a casa, ma questa è un’altra storia), qualche sospetto viene. In effetti anche a non pensarla come lui, che ha soldi, aziende, partiti e che ha presieduto tre governi e si è fatto un mucchio di nemici, qualche dubbio mi assale. In effetti in questo paese funziona tutto in modo molto strano. Prendiamo la ministra Josefa Idem. È da una vita in Italia, ha fatto la campionessa olimpica di canoa, poi l’assessore comunale, poi il candidato alle elezioni politiche, poi il parlamentare, infine la ministra. E quando diventa ministro, ciòmpete. Salta fuori la palestra sbalestrata, una pratica non avviata e, soprattutto, la ministra apprende dalla stampa che la magistratura sta indagando su di lei. Un classico.

Quante di queste storie abbiamo sentito? Qualcuno sostiene che si tratti di “controllo democratico”, io la penso diversamente. Penso che se uno due anni fa ha fatto una gabola, in buona o cattiva fede, debba saltare fuori subito, non quando quel tale va a occupare ruoli di potere. Così ho fatto un esame di coscienza e, seppure non abbia trovato nulla di illegale (al massimo di immorale), mi sono detto che non basta, che se ti vogliono fottere qualcosa la trovano. E quindi io spero che chi cerca di governare se la cavi (e con lui tutti noi), ma il mio culo non ve lo do.