Dall’Italicum siamo passati al Gollum

Da oggi, i politici italiani devono farsi una «doppia rappresentazione» della loro partecipazione all’agone elettorale: una in chiave depressiva l’altra sul Registro dell’eccitazione maniacale

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Qui la dico, ma voglio i diritti d’autore: dall’Italicum siamo passati al Gollum. La legge elettorale per l’elezione della Camera uscita dalla sentenza della Consulta – e, a detta di questa, già pronta all’uso – prevede un sistema elettorale proporzionale (il numero di seggi verrà assegnato in proporzione al numero di voti ricevuti) ma – e questo è un «ma» grosso come una casa – mantiene del vecchio Italicum l’inusitato premio di maggioranza per la lista che dovesse raggiungere il 40 per cento dei voti, a cui verrebbero assegnati 340 seggi su 630, il 54 per cento. Una presa in giro?

No, magari. Da oggi, i politici italiani devono farsi una «doppia rappresentazione» della loro partecipazione all’agone elettorale: una in chiave depressiva («siamo tornati al proporzionale»); l’altra sul registro dell’eccitazione maniacale («ma se piglio il 40 per cento divento il padrone del mondo»). Tale alternanza fra le due condizioni contro-polari dell’attività psichica trova nel personaggio di Sméagol/Gollum del Signore degli Anelli di Tolkien l’apice della sua verità romanzesca: d’ora in poi ci sarà almeno un leader politico italiano – la deontologia medica mi impedisce di farne il nome – che sarà preso in un’oscillazione fra la depressa rassegnazione («il padrone dice che il proporzionale è buono, Sméagol ama il suo padrone, Sméagol fa il Partito della Nazione, Sméagol fa il nuovo Ulivo»), alla maniacale ribellione («il 40 per cento è mio, è tutto mio, è solo mio, è il mio tes-soro, il mio tes-soro, il 40 per cento è di Gollum. Gollum! Gollum!»).

Ora, se i politici italiani – in primis quelli del Pd – avessero minimamente elaborato gli esiti devastanti di due fasi recessive e avessero correttamente interpretato il segnale proveniente dal No al referendum (c’è un 60 per cento di persone esasperate), si darebbero seriamente da fare per formare un governo sul modello della Große Koalition tedesca. Ma, a differenza della Germania, c’è questo «folle» premio di maggioranza, che oggi pare essere messo lì apposta per dissuadere qualsiasi forma di collaborazione di governo fondata sulla effettiva rappresentanza dei cittadini, costituendo un premio all’avventurismo, alla tendenza all’estremo, come un mazzo di salami e di caciotte legato in cima all’albero della cuccagna, per i bulli di paese che se ne fanno un baffo del palo insaponato e della possibilità di rompersi il loro – e il nostro – osso del collo.
E qui i bulli non mancano. Dobbiamo davvero ringraziare i «dottori sottili» della Consulta che costringeranno in questo modo gli italiani ad un nuovo «tutto o niente». Che avrà un esito scontato – per chi non ha le fette di prosciutto sugli occhi. Il Grillum.

Foto Ansa

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