Iraq. Il 90 per cento degli ortodossi è sfollato. Oltre 1.600 famiglie cristiane arrivate in Kurdistan in un mese

In totale, le famiglie cristiane rifugiate nella provincia di Erbil ammontano a 11.901

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«Non possiamo rassegnarci a un Medio Oriente senza i cristiani, che lì hanno professato il nome di Gesù per duemila anni. Molti nostri fratelli e sorelle sono perseguitati e sono stati costretti con la violenza a lasciare le loro case». Questo è uno dei passaggi più significativi della Dichiarazione congiunta firmata dal patriarca ortodosso ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo e papa Francesco, durante la recente visita in Turchia. Alcuni numeri fanno capire quanto grande sia questa emergenza.

iraq-erbil-06POCHI RIMASTI A BAGHDAD. Secondo il vescovo greco-ortodosso di Baghdad e del Kuwait, Ghattas Hazim, il 90 per cento degli ortodossi è stato costretto ad abbandonare la propria casa. Molti sono scappati dal Paese, altri si sono rifugiati in Kurdistan per colpa dell’invasione dello Stato islamico. «Su 600 famiglie che vivevano a Baghdad – ha dichiarato – ormai ne restano solo 30. A Mosul, invece, non sono più di 10. Speriamo che la regione curda resti un porto sicuro per i nostri figli».

12 MILA FAMIGLIE SFOLLATE. Secondo una ricerca realizzata dal sito ankawa.com, le famiglie cristiane di Mosul e della Piana di Ninive che sono state cacciate dallo Stato islamico e che hanno trovato rifugio solo nella provincia di Erbil, in Kurdistan, sono ben 11.901. Più precisamente, 7.625 famiglie provengono dall’area Baghdida-Qaraqosh, 1.699 da Bartella, 1.139 da Mosul, 762 da Qaremlish, più altre centinaia da villaggi minori.
Il numero dei rifugiati continua a crescere. A metà ottobre, le famiglie sfollate nella provincia di Erbil erano 10.353. In un solo mese, sono scappate altre 1.600 famiglie circa.