Un gruppo di giovani iracheni va nella piana di Ninive solo per aprire la chiesa, dire Messa e far suonare le campane

Domenica scorsa, guidati da un sacerdote, alcuni ragazzi rifugiati al nord sono riusciti a raggiungere la chiesa caldea di San Giorgio, nel villaggio di Tel Isqof, e partecipare a una funzione religiosa

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La situazione in Iraq continua a essere drammatica. Ieri vi abbiamo raccontato e mostrato il video delle lacrime del vescovo siro-ortodosso di Mosul, Mar Nicodemus Dawod Sharaf, che si è commosso parlando della situazione di Qaraqosh.
Quando accade, però, è giusto anche segnalare piccoli fatti di speranza come quello accaduto nella chiesa caldea di San Giorgio, nel villaggio di Tel Isqof, in una zona della Piana di Ninive in cui combattono i jihadisti e i peshmerga curdi. Dopo mesi, la chiesa è stata riaperta domenica scorsa ed è stata celebrata una Messa cui hanno partecipato alcuni giovani.

FAR SUONARE LE CAMPANE. L’agenzia Fides ha raccolto la testimonianza di don Paolo Thabit Mekko, sacerdote caldeo di Mosul rifugiato a Ankawa, che ha raccontato che «un gruppo di giovani uomini, attualmente rifugiati in Kurdistan, sono voluti andare fin lì con un sacerdote per poche ore, con l’intento di aprire la chiesa, far suonare le campane e partecipare alla celebrazione della Messa. Dopo la liturgia sono ritornati al nord, nei luoghi dove al momento vivono come profughi. È stato un modo per dire che non ce ne andiamo dalle nostre terre, e che coltiviamo con tenacia la speranza di tornare presto nelle nostre case e nelle nostre chiese».

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