Iraq, attentato all’arcivescovado caldeo di Kirkuk. Cinque feriti

Né l’arcivescovo di Kirkuk Louis Sako né nessun altro che si trovava dentro l’arcivescovado è rimasto ferito dopo l’attentato di oggi. Da una Kia bianca dei terroristi hanno cominciato a fare fuoco contro le guardie a difesa dell’edificio, che hanno risposto uccidendo due uomini e arrestandone un altro. Cinque poliziotti feriti

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All’una e un quarto di oggi, due persone hanno sparato contro le guardie davanti all’arcivescovado caldeo di Kirkuk, in Iraq, rivela AsiaNews. I terroristi hanno fatto fuoco da una Kia bianca, provocando la risposta delle guardie e di una macchina della polizia che si trovava poco distante. Due terroristi sono morti, un altro è stato arrestato. Cinque poliziotti sono rimasti feriti.

Nesssuna delle persone che si trovava nell’arcivescovado è stato ferito nell’attentato. Anche l’arcivescovo Louis Sako, appena tornato da una visita alla chiesa parrocchiale di S. Maria Vergine, è rimasto illeso. Si ipotizza che il vero obiettivo dell’attacco potesse essere la casa vicina di una donna turkmena, Jala Niftaji, membro del Parlamento, che tre giorni ha subito un attacco simile.

Il 15 dicembre scorso, Louis Sako, intervistato da Tempi.it, aveva dichiarato: «Siamo in una situazione di pericolo. Con il ritiro degli americani tutti gli iracheni hanno paura, specialmente noi cristiani. Il governo ancora non si è formato del tutto e temo che questo vuoto verrà riempito da altri. C’è la mafia che rapisce le persone, uccide per soldi e la politica è debole. Noi temiamo che si verifichino gravi scontri settari. Non so se scoppierà la guerra civile, spero di no, ma ci saranno molti scontri tra diversi gruppi iracheni e il paese si può dividere davvero».

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