Iran, Khamenei: «Non cederemo sul nucleare. Il regime sionista parla dalla sua bocca malevola e sporca»

L’ayatollah insulta Israele, afferma di essere aperto a tutte le nazioni del mondo ma di non voler «cedere una virgola sui nostri diritti al nucleare» durante i negoziati

L’Iran non è una minaccia per il mondo con le sue pretese nucleari, questa è un’accusa che viene mossa «dai nemici della nostra nazione», specialmente «dal cane rabbioso della regione», il «regime sionista che parla dalla sua bocca malevola e sporca». Così la Guida suprema del paese, l’ayatollah Ali Khamenei, che secondo Reuters è l’uomo più ricco del mondo, ha parlato di Israele oggi durante un raduno di volontari Basiji a Teheran.

«NON CEDEREMO UNA VIRGOLA». Secondo Khamenei «vogliamo essere buoni con tutti, anche con la nazione americana sebbene il governo Usa sia un governo ostile» e per questo l’Iran riprenderà i colloqui sul nucleare «senza però cedere nemmeno una virgola dei nostri diritti».
Il primo round di colloqui, da quando il nuovo presidente Rohani è stato eletto sostituendo Ahmadinejad, non ha portato risultati positivi. I colloqui ora riprenderanno e l’Iran si dimostrerà aperto anche se, come sottolinea ancora dall’ayatollah, «ci sono delle linee rosse che devono essere rispettate». Questo è «il nostro dovere e la nostra responsabilità».

LE TRATTATIVE. I partecipanti al convegno con Khamenei scandivano lo slogan «l’energia nucleare è il nostro diritto inalienabile», un punto di partenza che non rende facile trovare un accordo con gli altri paesi. Da anni viene chiesto all’Iran di fermare l’arricchimento dell’uranio al 20 per cento, soglia chiave per poi poterlo portare fino al 90 per cento e così produrre la bomba atomica.
In cambio della revoca delle sanzioni economiche, viene chiesto a Teheran di portare all’estero in un paese terzo tutto il materiale fissile già arricchito fino al 20 per cento. Ma secondo l’Iran, il nucleare serve al paese per scopi civili e non ci possono essere accordi di alcun tipo se prima non vengono revocate le sanzioni.