Intercettazioni: il Grande Fratello messo in piedi dalla procura di Milano costa 19,5 milioni di euro

Il capo della procura di Milano Edmondo Bruti Liberati presenta il bilancio di responsabilità sociale 2010-2011. Nel biennio metà delle spese riguardano le intercettazioni. Uno strumento investigativo utile sì, ma anche carissimo.

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La metà delle spese sostenute dalla procura di Milano nel 2010-2011 è stata destinata alle intercettazioni. Una cifra a quasi sette zeri: 19,5 milioni di euro, quando tutte le spese (comprendenti la manutenzione del Palazzaccio, la locazione, l’energia e le spese di custodia dei beni sequestrati) ammontano a 38,8 milioni di euro. Lo ha reso noto il capo della procura di Milano Edmondo Bruti Liberati presentando il bilancio di responsabilità sociale 2010-2011.
Il costo delle intercettazioni impressiona e deve aver colpito anche Bruti Liberati, che proprio nel 2010 ha firmato una direttiva interna per sollecitare i pm a ridurre le dimensioni del Grande Fratello allestito a Palazzo di Giustizia. Invitando ad una «maggiore attenzione nel valutare la necessità del ricorso a uno strumento investigativo» utile sì, ma anche carissimo. La circolare sembra essere servita. Se nel biennio 2007-2009 i bersagli delle intercettazioni sono stati circa 15 mila, dal 2010 sono scesi a 9.249, ma senza che ciò turbasse il lavoro dei magistrati. Presentando il bilancio delle spese della Procura, lo stesso Bruti Liberati scrive che «una netta riduzione sia del numero sia dei costi non ha comportato alcuna conseguenza negativa in termini di efficacia delle indagini».

Il procuratore capo, inoltre, è intervenuto anche sui costi delle intercettazioni, fissando un tetto massimo di 10 euro (più Iva) per il costo giornaliero di ognuna. Bruti Liberati sottolinea nello stesso documento che le intercettazioni restano uno strumento essenziale e irrinunciabile per l’attività investigativa ma «vanno attentamente monitorate per il costo economico, ma soprattutto per la forte invasività nella privacy delle persone». Oltre al Grande Fratello, la torta delle spese della Procura è divisa in una fetta consistente da 18,5 milioni di euro (che comprende le spese della custodia dei beni sequestrati, i consulenti, gli interpreti, l’assistenza ai testimoni e le spese postali) e una fettina da 5 milioni di euro per le spese del Palazzo. Le risorse per pagare queste spese in gran parte provengono dal Ministero.

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