Inghilterra. Assumere droga è un diritto umano

Un gruppo trasversale di parlamentari ed ex parlamentari spingono a usare la Cedu per fare ricorso in Europa e depenalizzare la compravendita di sostanze

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«La Convenzione europea per i diritti dell’uomo (Cedu), in particolare l’articolo 8, può essere invocato in supporto dell’argomento per cui l’acquisto o la vendita o la coltivazione della droga per uso personale non interferisce con il diritto altrui e perciò non deve essere criminalizzato». Così un gruppo traversale di parlamentari, ex parlamentari e ufficiali inglesi hanno redatto un rapporto in cui suggeriscono una nuova strategia per la legalizzazione della droga.

«FA MALE». Il gruppo per la riforma delle politiche della droga, fra cui spiccano personaggi come l’ex commissario di Polizia di Londra Ian Blair o l’ex segretario alla giustizia Lord Falconer, conta quasi cento membri e sostiene che l’approccio “proibizionista” abbia fallito e che siano necessarie nuove leggi. In realtà, da quando le norme sulla droga sono state allentante la Gran Bretagna ha visto lievitare il numero di persone dipendenti e di giovani gravemente segnati dall’abuso di sostanze, tanto da preoccupare persino la stampa liberal. Ma evidentemente i segnali non sono sufficienti se la strada tracciata dal gruppo trasversale è simile a quella con cui l’Europa ha approvato l’eutanasia o la diagnosi preimpianto per chi ricorre alla fecondazione eterologa: servendosi dell’articolo 8 della Cedu si invoca il diritto umano alla privacy senza interferenze da parte dello Stato, dimenticando che ogni decisione nociva trasformata in diritto ha conseguenze su tutta la società.
Anche per questo Mary Brett, dell’associazione Cannabis Skunk Sense, ha denunciato il pericolo: «Questo è diabolico. Certo che le droghe colpiscono altri individui: le persone possono diventare psicotiche perché assumo la cannabis e possono diventare davvero violente. Vediamo il male che fa alle famiglie. E poi le persone rubano per avere i soldi per comprare la droga».

APRIRE UNA DIGA. Nel documento antiproibizionista si chiede al governo di introdurre un mercato per la vendita legale di cannabis, con un approccio che sia «di minore attenzione al divieto e di maggiore enfasi su diritti umani, di salute pubblica e di benessere sociale».
La baronessa Molly Meacher ha aggiunto che sarebbe «meraviglioso se il nostro governo sperimentasse una mercato regolato». Si teme che il rapporto inneschi un processo di ricorsi alla Cedu per quanti vengono accusati di detenzione o spaccio di droga. Keith Vaz, presidente del Comitato ristretto degli Affari Interni della Camera dei Comuni, ha quindi frenato: «Una deroga, anche minore, aprirebbe una diga. La legislazione sui diritti umani non è stato pensata per essere utilizzato in questo modo».

Foto Ansa


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