In Val di Susa c’è una secessione di fatto tra pro e No Tav

Anche l’inaugurazione di una residenza per anziani realizzata con fondi pubblici diventa l’occasione per i No Tav di marcare la differenza con gli amministratori locali favorevoli alla Torino-Lione.

Val di Susa. Tutto, in questa porzione di terra che per qualcuno è una icona della resistenza e per altri un insondabile mistero dove squatters e vecchie zie marciano compatti contro un treno, diventa occasione per marcare una differenza. Anche l’inaugurazione di una residenza per anziani realizzata con fondi pubblici, a Sant’Antonino di Susa.

Sabato, infatti, al taglio del nastro brillava per assenza tutti i sindaci protagonisti dell’opposizione alla Torino-Lione. Un fatto minimo, preso in sé, ma rivelatore di un clima. «Ho percepito chiara la scelta dell’assenza di massa degli amministratori contrari alla Tav – denuncia il presidente della Provincia, Antonio Saitta (Pd), presente alla cerimonia con il governatore leghista Roberto Cota – a riprova dell’esistenza in Valle di una vera emergenza democratica». Parole nette, che dipingono uno scenario a tinte fosche. «Il senso istituzionale – continua Antonio Saitta – dovrebbe sempre guidare chi è stato eletto a rappresentare i cittadini. Invece le polemiche sulla Tav stanno distruggendo il senso della partecipazione a momenti collettivi, quasi che lo schieramento pro o contro la Torino-Lione costituisca un discrimine invalicabile in ogni circostanza pubblica o privata».

Nonostante l’invito fosse esteso a tutte le 37 amministrazione della Valle, non uno dei sindaci del fronte trenocrociato ha scelto di prendere parte all’inaugurazione. Nemmeno il presidente della Comunità Montana Sandro Plano, che si limita ad un laconico: «Non ero in Valle». A più di un osservatore, però, l’assenza è sembrato un messaggio al “vendoliano dialogante” Antonio Ferrentino, sindaco di Sant’Antonino, che ha abbandonato le barricate contro il “treno veloce”. Primo cittadino che si augura che «la Val Susa torni quanto prima ad essere un territorio politicamente agibile». Un’affermazione che, oltre alle tante contestazioni ad esponenti politici, fanno venire in mente i manifesti con l’elenco di tutte le aziende di Valle che stanno cercando di lavorare per la nuova opera pubblica. «Vere e proprie liste di proscrizione – secondo il presidente della Provincia – su cui mi sento di lanciare un forte allarme al Prefetto perché non consenta che la libertà di aziende e persone favorevoli alla Tav venga minacciata in questo modo».

In molti, in quella maggioranza silenziosa che sembra delinearsi, denunciano questa “secessione di fatto”. E si mischiano rassegnazione, indignazione e paura.