In Francia con la maglia della Manif non si può votare: «La famiglia è un simbolo politico» ([link url=www.tempi.it/in-francia-con-la-maglia-della-manif-non-si-puo-votare-la-famiglia-e-un-simbolo-politico-video]Video[/link])

È quanto successo a Bruno, 54 anni, domenica scorsa a Tolosa: «È una violazione della libertà di pensiero e di voto, una negazione della democrazia»

francia-manif-tolosa-famiglia-votoIndossi la maglietta della Manif pour tous? Allora non puoi votare. È l’incredibile situazione che si è trovato a vivere domenica scorsa Bruno, cittadino di Tolosa di 54 anni, che si è recato a votare in Francia per le elezioni municipali della sua città.

DIVIETO DI VOTARE. Bruno è entrato nel seggio elettorale numero 20 con la maglia senza slogan raffigurante un padre e una madre che tengono per mano due bambini. E Pierre Vanicat (nella foto con Bruno), presidente del seggio, non l’ha lasciato entrare perché «portatore di un evidente simbolo politico».
Dopo dieci minuti di discussioni, Bruno è stato costretto a tornare a casa a cambiarsi, mentre altri cittadini assistevano increduli. Come André-Joseph, che ha dichiarato al Le Figaro: «È una violazione della libertà di pensiero e di voto, una negazione della democrazia».

«LA FAMIGLIA È POLITICA». Un breve filmato riprende l’epilogo della discussione tra Bruno e il presidente del seggio: «Quindi non posso votare per questa immagine della famiglia?», chiede Bruno. «Esatto». «La famiglia è politica forse?». «Esattamente», è la risposta di Pierre Vanicat.

«IDEOLOGIA MORTIFERA». L’articolo 3 della Costituzione proibisce ai cittadini di entrare in cabina di voto esponendo un segno visibile dell’intenzione di voto. Ma la Manif pour tous non è un partito e non ha politici di riferimento. Ecco perché Bruno «si riserva la possibilità di fare causa per abuso di interpretazione del diritto». Un altro cittadino presente al seggio ha commentato: «Rifiutare l’accesso al voto a qualcuno solo perché difende la famiglia è segno dell’ideologia mortifera che ammorba la Francia».

I PRECEDENTI. Il caso di Bruno ricorda quello di Franck Talleu, a cui è stato impedito di fare un pic-nic in un parco di Parigi con la sua famiglia perché aveva la maglia della Manif. Fermato, è stato portato di forza al commissariato. Come denunciato dalla presidente Ludovine de la Rochère a Tempi, «con la nostra maglietta non ti fanno entrare neanche nei musei».
A inizio mese infine è scoppiato il caso di Anna, giovane russa a cui la polizia ha negato il permesso di soggiorno a meno che non avesse accettato di spiare i suoi compagni della Manif pour tous.