Imu, alla Camera corsa contro in tempo (e contro i M5S)

Ripresa la discussione e l’ostruzionismo dei grillini, ma se l’assemblea non votasse entro oggi a mezzanotte si tornerebbe a pagare l’Imu. La presidente Boldrini non vorrebbe ricorrere alla “ghigliottina” degli interventi

È ancora in stallo la votazione del decreto che contiene l’abolizione dell’Imu. Da una parte c’è l’ostruzionismo del Movimento cinque stelle, che presenta ordini del giorno a go-go per evitare che diventi legge la parte del decreto che riguarda Banca d’Italia. Dall’altra parte c’è il presidente della Camera Laura Boldrini, che non vorrebbe applicare la “ghigliottina” anticipando il voto e tagliando gli interventi e le discussioni in corso: insieme a lei il Pd che denuncia «L’irresponsabile atteggiamento del Movimento 5 Stelle che blocca da giorni i lavori dell’Aula rischia di far decadere il decreto che sospende il pagamento della seconda rata Imu per milioni di famiglie italiane». Dall’altra parte ancora c’è Forza Italia, che non vuole certo che rimanga la seconda rata Imu, ma concorda con M5s sul contrasto alla norma che ricapitalizza e riorganizza la Banca d’Italia: pur avendo accusato di irresponsabilità il Governo per aver messo in un unico decreto l’Imu, insieme a Bankitalia, oggi però Fi concorda nel contrastare l’ostruzionismo e di correre verso l’approvazione dell’Imu.

CORSA CONTRO IL TEMPO. La presidente della Camera Laura Boldrini non vorrebbe applicare la ghigliottina, ma il decreto scade entro oggi a mezzanotte. Stamattina la discussione in Aula si è aperta con i numerosi e continui interventi dei Cinque stelle, almeno 11 di fila in solo un’ora, spesso anche su temi “strumentali” (con battute polemiche ai colleghi). La Boldrini sta concedendo pochissimi minuti a testa, troncando gli interventi oltre un certo timing. «I cinque stelle – ha detto il deputato M5s Alessandro Battista, e con lui gli altri colleghi grillini lo ripetono sia su facebook che alla Camera – vogliono impedire l’ennesima truffa perpetrata dai partiti a danno della collettività: il saccheggio di Bankitalia. Il Governo saccheggia 7,5 miliardi dalle riserve della banca centrale (soldi di tutti i cittadini perché si tratta di utili realizzati con le attività in regime di monopolio) e li regala ai soci di palazzo Koch, ossia banche e assicurazioni private. Il pretesto? La rivalutazione, arbitraria e contestata, delle quote di Bankitalia, ferme ai 156mila euro di valore del 1936».Se la seconda rata Imu non venisse abolita, i cittadini si troverebbero a pagare sulla prima casa 2,2 miliardi di euro, ma non solo. Una clausa di salvaguardia a copertura della cancellazione della prima rata, prevede che sale al 128, 5 per cento l’acconto Ires, per gli enti creditizi e finanziari, a partire da Bankitalia stessa per finire con società e enti più piccoli che esercitano attività assicurativa.