Il Vaticano contro Repubblica: «Copia gli articoli tedeschi» e scrive falsità

Il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi attacca Repubblica sul cosidetto Vatileaks: «Repubblica ha copiato in modo praticamente letterale un articolo dal Die Welt».

Repubblica ha scritto nei giorni scorsi che l’ex maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele, non sarebbe l’unico corvo in Vaticano. Coinvolti nel furto di documenti papali sarebbero anche la tedesca e fedele Ingrid Stampa, l’ex segretario di Benedetto XVI Josef Clemens e addirittura il cardinale Paolo Sardi, che collaborava alla stesura dei discorsi papali. Il portavoce della Santa Sede Federico Lombardi legge e risponde così: l’indiscrezione ricopia «un articolo firmato da Paul Badde, apparso su Die Welt online una settimana fa (15 luglio) senza aggiungere praticamente nulla se non alcuni argomenti non pertinenti e interpretati in modo infondato».

Poi rincara la dose, come scrive oggi Il Foglio: «A questo punto è giusto far notare come l’informazione data in articoli di Repubblica su tutta questa vicenda sia stata particolarmente, e direi inspiegabilmente, caratterizzata da interventi che ho dovuto ripetutamente e pubblicamente smentire». Ed elenca: «Ricordo semplicemente alcune occasioni più evidenti. La presunta intervista (mai esistita) con la moglie di Paolo Gabriele poco dopo l’arresto (27 maggio); l’intervista con un monsignore non identificato in cui si affermava l’esistenza di una (assolutamente inesistente) équipe di “relatori” coordinati da una donna, che doveva riferire direttamente al Papa (28 maggio); l’articolo su un presunto “hacker” (assolutamente inesistente) consulente informatico del Vaticano improvvisamente scomparso (14 giugno); l’indicazione di tre nomi di cardinali che sarebbero stati interrogati dalla commissione cardinalizia (falso in tutti e tre i casi) (19 giugno). Ora questo articolo copiato in modo praticamente letterale dal tedesco una settimana dopo, che addita intenzionalmente come “complici” tre persone degne di stima e rispetto sembra colmare la misura».

Conclude Il Foglio: «La notizia non è di poco conto, perché dice ancora una volta che internamente la tesi che Vatileaks sia figlia di una sorta di regolamento di conti tra fazioni opposte non trova riscontri. O che, comunque, la tesi non viene in nessun modo presa in considerazione».