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Il petrolio costa sempre meno. Ma chi ci guadagna davvero?

gennaio 21, 2016 Daniele Guarneri

Mentre grandi “energivori” e Stato risparmiano sulla loro bolletta, le famiglie non godono del ribasso dell’oro nero. Ecco chi guadagna e quanto dal crollo del greggio

Il prezzo del petrolio ancora scende ma a guadagnarci non sembrano essere le famiglie italiane. Superato il minimo dei 30 euro, il prezzo del greggio si è attestato intorno ai 28 dollari al barile anche se gli analisti già avvertono che la discesa non è destinata a fermarsi. L’allarme arriva dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) che avverte: con la rimozione delle sanzioni all’Iran rischiamo di «affogare nel petrolio». Teheran, infatti, ha già promesso di aumentare la sua produzione di 500 mila barili al giorno e «in questo scenario – si legge in una nota dell’Aie – l’offerta globale di greggio potrebbe superare la domanda di 1,5 milioni di barili al giorno». Un surplus che non potrà rallentare il crollo del prezzo dell’oro nero né invertire la tendenza.

CHI FESTEGGIA? Uno scenario che fa festeggiare molti: l’Unione petrolifera, che federa le compagnie italiane del settore, ha calcolato che la fattura energetica nazionale (cioè l’esborso italiano per rifornirsi all’estero) nel 2015 è scesa del 22 per cento arrivando a 34,7 miliardi di euro, quasi 10 miliardi in meno rispetto al 2014 (un risparmio derivato dal crollo del greggio); i grandi “energivori” come compagnie aeree, acciaierie e cementieri hanno potuto tagliare le loro spese; i costi per i trasportatori di frutta e verdura dal sud Italia verso gli ortomercati del nord sono scesi del 15 per cento.
Eppure gli italiani questi risparmi sembrano non averli visti. Sì, c’è stata una modesta inflazione dei prezzi di alcuni generi alimentari (0,1 per cento). Sì, c’è stata una limatina sui costi delle bollette di luce e gas (60 euro a famiglia all’anno). Sì, il prezzo per un pieno dell’auto è sceso abbastanza da farci viaggiare un pochino più sereni (13 per cento). Ma questi risparmi sono meno di qualche briciola rispetto a quelli citati sopra. E, comunque, meno dei benefici ottenuti dai consumatori di altri paesi.

LA LOTTERIA DELL’IDROCARBURO. Un articolo di Repubblica del 20 gennaio, conti alla mano, mostra chi ha vinto alla «lotteria dell’idrocarburo». Primo esempio. «Viaggiare da Roma a Milano con un’utilitaria costa oggi 62 euro di benzina contro i 71 di sei mesi fa. Un bel taglio», ma molto più basso rispetto al crollo del prezzo del barile -50 per cento). «La colpa è della pioggia di tasse e accise scaricate sui serbatoi tricolori per puntellare i conti dello Stato: 98 centesimi, incomprimibili, per un litro di verde (il 70 per cento del prezzo finale)». Negli Stati Uniti, dove le tasse pesano meno, il prezzo è sceso molto più che in Italia. Negli States sembra ormai cominciata una “lotta” tra i vari distributori a chi offre la benzina al prezzo più basso. E a vincere è stato un distributore del Michigan, Beacon and Bridge market di Houghton Lake. Domenica scorsa rifornirsi alla sua pompa costava 1,89 dollari al gallone, che vuol dire circa 45 centesimi di euro al litro, poco meno della media che è di 48 centesimi di euro al litro.
Secondo esempio. «Un Boeing 777 in volo tra Roma e New York consumava sei mesi fa 35.500 euro di jet fuel. Oggi lo stesso quantitativo (una sessantina di tonnellate di carburante) ne costa poco più di 18.500. Quanti di questi soldi sono stati trasferiti ai viaggiatori riducendo il costo dei biglietti? Pochissimi. Fonti del settore parlano di un calo tra il 3 e il 5 per cento delle tariffe mentre gli utili dei vettori sono raddoppiati a 33 miliardi».
Il terzo esempio riguarda i costi dei trasporti delle grandi industrie. «Il consumo delle portacontainer che navigano tra Far East, Europa e America è di circa 200 tonnellate di carburante nautico al giorno. Ventiquattro ore a 21 nodi di velocità di crociera costavano 152 mila dollari a luglio. Oggi 64.350. Stesso discorso per i Tir che da Catania arrivano a Milano carichi di ortaggi e frutta: il risparmiano ora è di circa 100 euro».

Foto Ansa/Ap


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3 Commenti

  1. soldo says:

    “…Domenica scorsa rifornirsi alla sua pompa costava 1,89 dollari al gallone,
    che vuol dire circa 11 centesimi di euro al litro…”

    un gallone dovrebbero essere 3.78 litri
    quindi in USA la benzina non costa 11 centesimi al litro
    ma 50 centesimi al litro.

  2. Martino says:

    Governo Ladro. …. anche quando non piove.

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