Il pericolo di un Grande Fratello di Stato

Nel dl intercettazioni anche l’uso del trojan, il “virus” che spia gli apparecchi telefonici anche in camera da letto

Se ne parla poco in Italia, ma il rischio è l’approvazione di norme che portino il Grande Fratello di Stato a diventare una realtà. A partire da oggi, infatti, dopo l’approvazione alla fiducia sul dl Intercettazioni al Senato (con il contributo anche di Italia viva), è probabile che esso riceva il via libera anche alla Camera, dove il testo deve essere convertito entro il 29 febbraio, per poi entrare in vigore a maggio.

Spiare in tutto quel che si fa

Il punto più delicato e discusso è l’utilizzo del cosiddetto trojan, un virus che può essere installato nei computer o nei cellulari e che “spia” l’utente in tutto quel che fa. Cioè non solo le sue telefonate o i suoi messaggi, ma anche accedendo alla telecamera, alle mail, a tutto ciò che compare sullo schermo. C’è anche chi sostiene che grazie al trojan si possano inserire sugli apparecchi altrui file o immagini mai scaricate o visionate dall’indagato. Ovviamente, ciò è considerato illegale, ma se accadesse, sarebbe poi difficile dimostrare la propria innocenza, anche perché a gestire le “super-intercettazioni” saranno imprese private. Chi può garantire della loro trasparenza e affidabilità?

Pure in camera da letto

L’uso del trojan era già stato sdoganato dal precedente ministro della Giustizia, Andrea Orlando (Pd), ma esso era stato circoscritto a inchieste su reati gravi (terrorismo e mafia), mentre il nuovo guardasigilli Alfonso Bonafede vuole estenderne l’uso anche per i crimini dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione. Inoltre, come spiega il Giornale «è saltato pure un altro confine: se prima era prevista la sospensione delle captazioni quando l’indagato si trovava nel privato dell’abitazione (a meno che in quel preciso istante non si stesse consumando un reato), ora tutto è ascoltabile. Pure in camera da letto».

Intercettazioni a strascico

Il punto delicato di tutta la vicenda è che si finisce per dare alla magistratura uno strumento che non si limita a intercettare l’indagato, ma spia la sua vita e quella delle persone a lui collegate in tutto e per tutto. Se dalle intercettazioni emergessero altri reati diversi da quello per cui una persona è sotto osservazione, esse potranno essere utilizzate in un nuovo procedimento, a patto che i nuovi reati rientrino tra quelli gravissimi ammessi. Altri sono i punti oscuri contenuti nella nuova legge (come ad esempio la distruzione delle intercettazioni al termine del contratto con le aziende private) che stanno mettendo in allarme gli esperti del settore. Il rischio è di dare il la a intercettazioni a strascico con pochi controlli e garanzie per gli indagati.

Foto Ansa