Il Papa a Cuba: «Dio ha bisogno della nostra libertà»

La prima Messa di Benedetto XVI a Cuba ha visto la partecipazione di oltre 200 mila fedeli. Nell’omelia Benedetto XVI ha preso a prestito la terminologia marxista ribaltandone il significato: «Cuba necessita della testimonianza della vostra fedeltà, della vostra unità, della vostra capacità di accogliere la vita umana, specialmente la più indifesa e bisognosa».

La prima Messa di Benedetto XVI a Cuba ha visto la partecipazione di oltre 200 mila fedeli e il Santo Padre non ha lasciato dubbi sui contenuti espressi nell’omelia. Nell’isola, patria del regime comunista instaurato a seguito della rivoluzione castriana, il Papa parla di «società migliore», di «società aperta e rinnovata»: frasi tipiche dell’ideologia marxista, ma con una fondamentale differenza rispetto a quanto espresso da Benedetto XVI. Per il Papa «quando Dio è estromesso, il mondo si trasforma in un luogo inospitale per l’uomo, frustrando nello stesso tempo, la vera vocazione della creazione di essere lo spazio per l’alleanza, per il “sì” dell’amore tra Dio e l’umanità che gli risponde».

Fondamentale il “sì” al «Dio venuto realmente nel mondo». È necessaria la libertà affinché «il mondo sia realmente una casa per l’uomo». «È commuovente – ha detto il pontefice – vedere come Dio non solo rispetta la libertà umana, ma sembra averne bisogno».
Ruolo privilegiato in questa vicinanza a Dio, la assume «la famiglia fondata sul matrimonio, cellula fondamentale della società e vera Chiesa domestica». Riconoscendo l’importanza centrale dell’istituto familiare, il Papa le affida un compito: «Cuba necessita della testimonianza della vostra fedeltà, della vostra unità, della vostra capacità di accogliere la vita umana, specialmente la più indifesa e bisognosa».