Il Paese dei Normali
Il medico condotto che cura tutti e non sa più dove abita
Nel Paese dei Normali c’è un medico condotto che visita tutti. Dal neonato al novantenne, dal cane ferito alla suocera malinconica. Viaggia con una Panda del ’98 che conosce a memoria le buche ma non le strade. Dice che ormai il navigatore lo guida per compassione.
Ogni sera torna tardi, e una sì, una no, si scorda dove abita. La moglie lo chiama e lui risponde da un posto diverso: «Tranquilla, stasera dormo dai signori Bianchi, hanno fatto il risotto». Una volta è rientrato con una coperta di pile ricamata: «Grazie, dottore». Non ricordava di chi fosse il ringraziamento.
Il paziente non collabora
Dice che la medicina moderna ha dimenticato la stretta di mano e lui la distribuisce come vaccino morale. Ha le tasche piene di prescrizioni, caramelle e biglietti della tombola. A volte sbaglia casa, ma mai diagnosi. Si commuove quando gli anziani gli offrono vino o salame. «L’alcol uccide – dice – ma solo chi non ha più nessuno che gli voglia bene».
Ogni tanto si addormenta nel corridoio di un paziente, scambiato per un parente lontano. Una volta ha curato il gatto di una signora convinta di avere la febbre. Ha misurato la temperatura a entrambi e ha prescritto riposo a tutti e due.
Quando finalmente rientra, la moglie lo abbraccia e gli chiede se almeno stavolta abbia curato se stesso. Lui risponde: «Ci ho provato, ma il paziente non collabora». Poi si addormenta sul divano con lo stetoscopio al collo, pronto a sognare la prossima visita.
Nel Paese dei Normali è l’unico che non guarisce mai del tutto, ma fa guarire gli altri solo con la sua confusione.
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