Il fondo taglia-tasse scompare per la seconda volta

Il Consiglio dei ministri ha approvato, dopo un paio di rinvii, la legge delega per la riforma fiscale. Ma per la seconda volta, come già successo a febbraio quando se n’era parlato in occasione del varo delle semplificazioni fiscali, è saltato ogni riferimento a un fondo per finanziare il calo delle tasse. Muore l’Ires, nasce l’Iri, rimane invariata l’Irpef.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

“Per il fondo del calo delle tasse ancora una fumata nera. Il Consiglio dei ministri ha approvato, dopo un paio di rinvii, la legge delega per la riforma fiscale. Ma per la seconda volta, come già successo a febbraio quando se n’era parlato in occasione del varo delle semplificazioni fiscali, è saltato ogni riferimento a un fondo per finanziare il calo delle tasse, malgrado fosse previsto solo a futura memoria (…). Ha prevalso la linea del Tesoro, impersonata dal viceministro Vittorio Grilli, che sul punto aveva avuto un confronto anche teso in mattinata nel pre-vertice con il premier e i ministri economici. Palazzo Chigi, avendo rinunciato al fondo, ha messo però nero su bianco che, per effetto della delega, non ci sarà «nessun aumento della pressione fiscale». Obiettivo della delega è «razionalizzare il prelievo in funzione dell’equità e della rimozione di distorsioni: questo «comporterà una redistribuzione del prelievo» che, tuttavia, «resterà confinato all’interno dei singoli comparti»” (Avvenire, p. 6).

“La delega ridisegna in ogni caso il sistema fiscale. Cambia – e fortemente – il Catasto: i metri quadrati sostituiranno i vani e si prospetta una revisione periodica, su base triennale, delle rendite. (…) Dopo anni di precarietà viene stabilizzato il 5 per mille per il non profit. Per le imprese arriva l’Iri, l’imposta sul reddito d’impresa (al posto dell’Ires), e resta confermata l’Irap. Nessuna novità, appunto, sulle aliquote Irpef: resteranno dunque le attuali cinque. (…) La riforma dovrà ora essere attuata nel giro di «nove mesi», precisa il testo” (Avvenire, p. 6).

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •