«Il contratto di apprendistato porterà nuove opportunità ai giovani»

Ivan Guizzardi, segretario generale di Felsa Cisl, commenta positivamente l’introduzione della nuova forma contrattuale: «Le imprese formeranno i lavoratori con un abbattimento sensibile dei costi e i ragazzi entreranno con più facilita nel mondo del lavoro»

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Scadranno il 25 Aprile i sei mesi che regioni e parti sociali hanno avuto a disposizione per adeguarsi alla normativa, introdotta nell’ottobre 2011, che ha ridisegnato lo strumento dell’apprendistato. «Il sindacato ha preso la palla al balzo e non ha perso tempo per definire gli accordi per regolamentare queste nuove figure, alla luce della riforma del Testo Unico», precisa il segretario generale di Felsa Cisl, Ivan Guizzardi. «Parlo  – continua – per le tipologie di lavoratori che ci riguardano da vicino (contratti atipici, progetto, somministrati): sono stati fatti accordi a livello nazionale nell’ambito del commercio, del turismo, dei servizi e della somministrazione».

Quindi il sindacato si esprime positivamente
Direi di si. Sull’apprendistato è stato fatto un primo accordo, dopo anni di silenzio. Fatta eccezione per la Cgil, tutti i sindacati riconoscono la validità dell’apprendistato per introdurre i giovani nel mondo del lavoro. Bisogna dire che le Regioni, invece, non hanno ancora risposto all’unisono, dopo un primo passaggio positivo registrato nel corso della Conferenza Stato – Regioni. Abbiamo ancora pochi accordi nazionali siglati con le singole amministrazioni locali, e il rischio che la data del 25 Aprile possa essere prorogata è reale.

Cosa cambia per il mondo imprenditoriale?
Attraverso questo strumento le imprese formeranno un giovane lavoratore con un abbattimento sensibile dei costi, perché parte delle risorse verranno addebitate al Ministero.

Quindi, quel trenta per cento di imprenditori (dati Gi Group Academy) che dichiaravano di non sapere dove trovare gli apprendisti, nè come formarli e si spaventavano davanti alla burocrazia poco chiara, non dovrebbero più avere nessuna remora?
Se fosse vero tutto questo, come sindacalista farei i salti di gioia. È indubbio che sia il reclutamento sia la formazione apriranno due diverse possibilità: o il giovane farò apprendistato a spese dell’azienda, o la stessa azienda chiederà all’Agenzia per il lavoro – parlo sempre di lavoro somministrato – di farsi carico economicamente del lavoratore nel periodo di apprendistato decidendo, alla fine del percorso, di assumerlo a tempo indeterminato. È questa l’importanza degli accordi che abbiamo fatto: la regolamentazione di due canali di opportunità.

Con un ruolo importante per le scuole di formazione professionale
Si, finalmente questi istituti ritornerebbero alla loro vocazione iniziale, preparare i giovani all’ingresso nel mondo del lavoro.

Insomma, un primo tassello per la “ripartenza” produttiva
Ce lo auguriamo.

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