Il conservatorismo. Limiti di una definizione

Di Dario Caroniti
11 Agosto 2025
Il contributo di Dario Caroniti (Università di Messina) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione ad un saggio di Danilo Breschi sul conservatorismo

Il pensiero conservatore si manifestò in Occidente in contrapposizione alla rivoluzione politica. Come quando Edmund Burke nel 1790 previde gli esiti violenti e autoritari della Rivoluzione in Francia e auspicò che la sua Inghilterra ne rimanesse estranea. L’Inghilterra, come da lui sperato, mantenne formalmente l’antico assetto costituzionale e giuridico, non rimanendo però immobile o estranea al progresso: semplicemente rifiutò culturalmente, prima ancora che politicamente, di accettare un canone innovativo subordinato alle leggi del progresso etico e morale dell’umanità. Per garantire questa sua diversità nacque un partito, strutturato su una mentalità conservatrice, come la definì Russel Kirk, che ingaggiò una vera e propria battaglia esistenziale contro tutte le manifestazioni politiche del processo rivoluzionario, dal marxismo al nazionalsocialismo.

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