I No Tav festeggiano l’anniversario degli scontri con una «passeggiata nei boschi»

Ad un anno da quel 27 giugno di guerriglia contro lo sgombero, gli attivisti del movimento anti-treno si ritrovano per un “camping”. Allarme in Valle. Si teme una replica degli scontri dell’anno passato.

Quello che sprezzantemente i No-Tav definiscono “non cantiere”, con il “primo buco” per il sondaggio dove dovrà realizzarsi il tunnel, è ormai cantiere vero e proprio. Così, ad un anno da quel 27 giugno di guerriglia contro lo sgombero della sedicente “Libera Repubblica della Maddalena”, questa sera il movimento anti-treno dà appuntamento a Chiomonte, a ridosso dell’area dei lavori, ad attivisti e simpatizzanti per dimostrare che «siamo ancora qui, nella lotta, attivi come sempre e così si riparte, da Chiomonte, dal campeggio No Tav».

Il programma prevede alle 19 la partenza dal campeggio per raggiungere l’area archeologica e fare cena al sacco. I partecipanti sono invitati a «portare pile» e dotarsi di un abbigliamento adeguato a «una passeggiata nei boschi». Formula solo apparentemente innocua. Va ricordato che il leader trenocrociato, Alberto Perino, così aveva definito sprezzantemente il muoversi paramilitare di esponenti dell’autonomia e dei centri sociali ai tempi degli scontri dello scorso anno.
Come noto, il 27 giugno del 2011 la Valsusa è stata teatro di una guerriglia contro il blitz scattato all’alba, con centinaia di uomini e mezzi di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Forestale, impegnati a smantellare il presidio che i militanti No-Tav avevano realizzato nei boschi della Maddalena di Chiomonte, per impedire la presa di possesso dell’area di cantiere. La giornata si era chiusa con un bilancio pesante: 64 agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti nelle operazioni. Fra i manifestanti si sono registrati una trentina di feriti e contusi, nessuno grave.

A seguito degli scontri la magistratura ha avviato numerosi provvedimenti giudiziari, tra cui una ventina di arresti e decine di rinvii a giudizio. Arresti contro cui il movimento, contestando duramente Gian Carlo Caselli che ricordava come si fosse agito su verificate responsabilità personali, ha sempre manifestato all’insegna del “liberi tutti!”. C’è allarme in Valle, si teme, nonostante le rassicurazioni del movimento, una replica degli scontri dell’anno passato.