I bambini al ristorante sì, ma solo se educati

Il ristorante italiano “Sogno di vino”, che si trova a Washington, ha deciso di fare uno sconto ai clienti con prole. Non perché i proprietari amino i bambini, ma per incentivare l’educazione a tavola delle piccole pesti. A raccontarlo la blogger Laura King, che ha postato sul suo spazio personale la foto dello scontrino del locale che tra le voci inseriva quattro dollari di sconto “per i tuoi figli così ben educati”.

PER UN PUGNO DI DOLLARI. Detto fatto, è partita la polemica. Perché non ci possono essere vie di mezzo tra i clienti che vogliono portare tutta l’allegra famiglia al ristorante e single intolleranti che al primo urlo di bambino scappano terrorizzati. La blogger allora, cercando di mediare i commenti alla foto dello scontrino della discordia, dà consigli utili agli adulti al seguito. Cominciate sedando in anticipo l’appetito vorace dei più piccoli, con una piccola merenda prima di cena, dimenticandovi la regola “rovina l’appetito”. Perché più i bambini saranno affamati, più gli altri commensali li udiranno. Parlategli con toni adulti e mai pieni di smancerie, dovete farvi rispettare, sopratutto di fronte a estranei. Inoltre, cercate di abituarli agli ambienti esterni, portandoli al ristorante almeno due volte al mese.

NO KIDS ZONE. Da tempo su Tripadvisor e altri forum di viaggio compaiono segnalazioni riguardanti molti hotel sparsi per il mondo che non gradiscono la presenza di bambini nella struttura. Perché nel lusso gli schiamazzi e le corse nei corridoi di marmo non stanno bene. Il cartello “No kids allowed” non si può esporre e allora gli alberghi ricorrono al trucchetto di segnalare la struttura come non adatta a seggioloni e passeggini, facendo intendere che è meglio per le famiglie rivolgersi al camping sulla spiaggia. Pare che anche alcune compagnie aeree fossero in procinto di creare voli senza bambini a bordo anche se, ammettiamolo, una transoceanica con ululati da coliche non fa piacere a nessuno, bambino compreso.