Ho a che fare con Tav, Tas, Tab, Tar e Tir. Ma non con la Tap per cui vogliono sfiduciarmi

Ironico post del ministro dei Trasporti che risponde così a chi ne ha chiesto le dimissioni per fermare il megaprogetto Tap (Transport Adriatic Pipeline). «Adoro i gasdotti, ma non è affar mio»

Tratto dal blog di Maurizio Lupi Sembro la figlia di Fantozzi, e questo è risaputo, anche se ritengo di assomigliare di più a Gollum. Di Fantozzi, però, non vorrei avere anche la sindrome da frustrazione. Perché venire indicati come molto potenti e poi scoprire che non si ha in realtà il potere di fare quello che si sogna è decisamente frustrante.

Si agita da un po’ di giorni su alcuni giornali la notizia che qualcuno vorrebbe sfiduciarmi pur di fermare un megaprogetto infrastrutturale internazionale, la famigerata TAP (Transport Adriatic Pipeline), una condotta che porterebbe il gas naturale dell’area del Caspio verso l’Europa.

Ora. Io ho a che fare con la TAV, ho discusso molto di TAS(i), al ministero mi fanno leggere molte TAB(elle), devo vedermela talvolta con qualche ricorso al TAR, ho finanziato la TEEM (è una tangenziale di Milano), faccio trattative con i guidatori di TIR, mangio i TUC, uso il TOM-TOM, una volta ho fatto pure una TAC…

Ma la TAP – e mi dispiace molto perché io adoro i gasdotti – non è affar mio. Io non c’entro. Io costruirei uno, dieci, cento, mille gasdotti pur di abbassare il costo dell’energia per imprese e famiglie, ma per la TAP, purtroppo, non posso far nulla.

Non faccio i nomi dei due ministri che se ne stanno interessando, non mi piace passare per delatore e non vorrei mai si beccassero loro la mozione di sfiducia, ma in fondo in fondo non li cito perché li invidio. L’altro giorno li ho incontrati e ho confessato loro tutta la mia frustrazione in merito. Mi hanno guardato con commiserazione e mi hanno dato, ognuno, una pacca sulla spalla: TAP-TAP.