Entro il 31 dicembre l'ala armata del Partito di Dio in Libano dovrebbe essere smantellata, ma i terroristi sciiti non sono d'accordo e anche l'Iran continua a fare resistenza
Un sostenitore di Hezbollah mostra una foto del leader ucciso da Israele, Hassan Nasrallah (foto Ansa)
C’era attesa per l’incontro a Beirut fra il presidente libanese Joseph Aoun e il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran Ali Larijani dopo la decisione del governo libanese, ratificata il 5 agosto scorso, di fissare al 31 dicembre il termine per il completo disarmo di Hezbollah e alla fine di agosto quello per la presentazione da parte dell’esercito del piano d’azione per realizzarlo. Le aspettative non sono andate deluse.
Il Libano rifiuta l'ingerenza dell'Iran
Nonostante la decisione del governo guidato da Nawaf Salam sia stata inficiata dal boicottaggio dei ministri sciiti presenti nell’esecutivo, i quali non hanno partecipato alle due votazioni in cui è stata presa la decisione, Aoun è stato molto determinato davanti all’interlocutore iraniano, giunto nella capitale libanese a compensare le ripetute visite dell’inviato del presidente Donald Trump, l’ambasciatore e imprenditore immobiliare Tom Barrack.
A Larijani, che all’indomani delle deliberazioni d...
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