Hai fatto politica? Allora sei un corrotto

Ilaria Borletti Buitoni denuncia sul Corriere l’articolo illiberale della spazzacorrotti che non permette a chi ha fatto politica di far parte di associazioni di volontariato

E così se ne è accorto anche il Corriere della Sera. Con un’intervista a Ilaria Borletti Buitoni, signora del bel mondo milanese, in politica al seguito di Mario Monti, assai impegnata nel mondo del volontariato e del Terzo settore, anche il quotidiano di via Solferino è arrivato a denunciare ciò che Tempi fece qualche giorno fa.

Scrivevamo infatti:

«Nella cosiddetta legge “spazzacorrotti” (3/2019) c’è un articolo in cui, nella sostanza, si equipara qualsiasi associazione alle fondazioni e alle associazioni di matrice politica. Basta che nei suoi organi direttivi vi siano persone che hanno o abbiano avuto a che fare, negli ultimi dieci anni, con le istituzioni a qualsiasi livello, dal parlamento al comune. Facciamo un esempio non proprio campato in aria: il presidente di un’associazione sportiva (o culturale o sociale) di un paesino sperduto sugli Appennini è stato, dieci anni prima, anche consigliere comunale. Ebbene, quell’associazione è equiparata a una fondazione politica e dunque sottoposta ai medesimi obblighi di legge: significa montagne di scartoffie in più da compilare tra cui la certificazione esterna di bilancio. È una cosa assurda.

È un “daspo”

Dice oggi Borletti Buitoni al Corriere:

«Ci stiamo consultando con giuristi ed esperti della materia e ci sono centinaia di persone nella mia situazione a livelli diversi. Oggi sono presidente onorario di Amref Italia, di cui sono stata presidente per 20 anni e anche il presidente attuale Mario Raffaelli è, come me, un “contaminato” della politica. Sono presidente del Quartetto e Beethoven è incompatibile con questa norma. Sono consigliere dell’Euyo, l’orchestra europea dei giovani che abbiamo portato in Italia dopo Brexit. Sono presente in numerose piccole istituzioni che si occupano di cultura musicale o aiuto ai migranti, come Il Faro di Roma. Mi sarebbe piaciuto riavvicinarmi al Fai, dove sono stata presidente tre anni. Ma sono considerata una corrotta».

Dice giustamente Borletti Buitoni che questa è una norma che «legittima l’antipolitica e mi sembra allucinante si faccia passare l’idea della politica solo latrice di corruzione. Mi sembra illiberale non consentire a chi ha avuto una parentesi nelle istituzioni di tornare a lavorare nel Terzo settore, malgrado si possa riprendere ogni altra professione. Questo è un “daspo”».

Foto Ansa