Perché la bocciofila deve essere trasparente e la Casaleggio associati no?

Grazie alla spazzacorrotti, l’associazione di paese diventerà una casa di vetro, mentre la scietà grillina potrà operare in maniera opaca

Alfonso Bonafede, ministro della Giustzia

Inflessibili con la casta dei politici ma molto flessibili con gli amici. Sono i grillini, presunti moralizzatori dei mali italiani, che sul “vaffa” ai corrotti, ai doppi incarichi, alle note spese parlamentari hanno costruito la loro fortuna. Tutto in nome della trasparenza, ovviamente. Ma solo quella degli altri.

Montagne di scartoffie

Qui si vuole mettere in evidenza ciò che già Paolo Alli ha notato a proposito di una novità introdotta con la cosiddetta legge “spazzacorrotti” (3/2019) in un articolo in cui, nella sostanza, equipara qualsiasi associazione alle fondazioni e alle associazioni di matrice politica. Basta che nei suoi organi direttivi vi siano persone che hanno o abbiano avuto a che fare, negli ultimi dieci anni, con le istituzioni a qualsiasi livello, dal parlamento al comune. Facciamo un esempio non proprio campato in aria: il presidente di un’associazione sportiva (o culturale o sociale) di un paesino sperduto sugli Appennini è stato, dieci anni prima, anche consigliere comunale. Ebbene, quell’associazione è equiparata a una fondazione politica e dunque sottoposta ai medesimi obblighi di legge: significa montagne di scartoffie in più da compilare tra cui la certificazione esterna di bilancio. È una cosa assurda.

Sempre il mondo della sussidiarietà

È tale e cieco l’odio dei grillini per la casta che tendono a fare di ogni erba un fascio e, come si è già visto per il caso dell’Ires, guarda caso vanno sempre a colpire il terzo settore, il mondo del volontariato, il popolo della sussidiarietà che con il proprio operato supplisce spesso alle inadempienze dello Stato. La logica della spazzacorrotti è quella di punire gli “appestati” della politica con esiti grotteschi, come mostrato nell’esempio suddetto.

La norma salva Casaleggio

Il paradosso è che nella stessa spazzacorrotti, mentre si chiede trasparenza ad alcuni, si permette ad altri di rimanere opachi. Come spiegò a tempi.it Marco Canestrari (ex grillino, per anni curatore del blog di Beppe Grillo), nella legge promossa dal guardasigilli pentastellato Alfonso Bonafede è contenuta «la norma salva Casaleggio». Se, come detto, da un lato la norma equipara le associazioni ai movimenti, dall’altro esenta dai medesimi obblighi in materia di trasparenza e rendicontazione le società di servizi e le persone giuridiche. Cioè? Cioè la Casaleggio associati, ma guarda un po’. Grazie alla legge, dunque, la bocciofila di paese diventerà una casa di vetro, mentre l’associazione grillina potrà continuare a operare coperta da opportuna fuliggine. Sono questi i risultati della trasparenza pentastellata.