L’idea rispolverata dall’assessora Censi che per «liberare» la città da smog e incidenti bisogna ridurre la mobilità sulle quattro ruote non è solo ritrita, ma anche smentita dalla realtà
La pista ciclabile all’incrocio tra corso Monforte e via Visconti di Modrone, Milano, 9 ottobre 2023 (foto Ansa)
La prima a rivelarlo senza infingenti fu, un quarto di secolo fa, Chantal Duchène, allora responsabile per la Pianificazione dei trasporti nell’Île-de-France, la regione di Parigi, che sosteneva: «Sarà necessario ridurre lo spazio disponibile per le automobili. Con le corsie per autobus, le piste ciclabili e l’allargamento dei marciapiedi, i tempi di percorrenza in macchina si allungheranno e gli altri mezzi di trasporto diventeranno più allettanti».
Gli emuli ormai non si contano più. Potremmo dire che è la logica del “whatever it takes” applicata alle politiche dei trasporti. Qualsiasi provvedimento che porti alla riduzione dell’uso dell’auto è di per sé desiderabile. E, se le altre misure non funzionano, si può ricorrere alle cattive maniere.
Tra le esponenti più in vista di questa, non più tanto nouvelle, vague vi è senza dubbio l’assessora alla Mobilità della giunta meneghina, Arianna Censi, che ha affermato di voler «liberare Milano da decenni di visione novecentesca, aria irresp...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo