Grillo “fotoritocca” Auschwitz per attaccare Berlusconi

Con un fotomontaggio del campo di concentramento e una parafrasi della poesia di Primo Levi, il leader M5S mescola la P2 alla “trattativa”. Le comunità ebraiche: «Un’oscenità»

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La pagina del blog di Beppe Grillo con il fotomontaggio

Un fotomontaggio con l’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz e il ritocco della scritta che vi campeggiava: anziché “Arbeit macht frei”, un “P2 macht frei”. L’ultima provocazione di Beppe Grillo, lanciata dal blog del fondatore del Movimento 5 stelle, ha scatenato le polemiche: durissima la critica del presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, che l’ha bollata come «un’oscenità».

ATTACCO A BERLUSCONI E DELL’UTRI. Lo scopo del discutibile post di Grillo è un attacco al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, e a Marcello Dell’Utri, ma non solo. Sotto il fotomontaggio, Grillo ha pubblicato una sua parafrasi personale della poesia Se questo è un uomo di Primo Levi. Per Grillo è diventata “Se questo è un paese”. Si legge un monito a “Voi che vi disinteressate della cosa pubblica come se vi fosse estranea, e alla vita delle persone meno fortunate che vi circondano nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il telegiornale di regime caldo e visi di mafiosi e piduisti sullo schermo mentre mangiate insieme ai vostri figli che educate ad essere indifferenti e servi”.

“IL PAESE NATO DALLA TRATTATIVA”. Consacrando quella che per ora è solo una tesi accusatoria, la presunta trattativa Stato-mafia, ad acclarata “verità storica”, e unendo temi tra loro diversissimi (la sentenza del tribunale di Sorveglianza su Berlusconi e l’incontro – patto al Nazareno con il premier Matteo Renzi, insieme all’estradizione in Libano di Marcello Dell’Utri) Grillo ha quindi proseguito la sua parafrasi in versi. “Considerate se questo è un Paese che vive nel fango che non conosce pace ma mafia, in cui c’è chi lotta per mezzo pane e chi può evadere centinaia di milioni di gente che muore per un taglio ai suoi diritti civili, alla sanità, al lavoro, alla casa nell’indifferenza dell’informazione. Considerate se questo è un Paese nato dalle morti di Falcone e Borsellino dalla trattativa Stato mafia, schiavo della P2, comandato da un vecchio impaurito delle sue stesse azioni che ignora la Costituzione Considerate se questo è un Paese consegnato da vent’anni a Dell’Utri e a Berlusconi e ai loro luridi alleati della sinistra. Un Paese che ha eletto come speranza un volgare mentitore assurto a leader da povero buffone di provincia”.

LE REAZIONI. Il più duro commento è arrivato dal presidente delle comunità ebraiche Gattegna, secondo il quale «Con l’ultima infame provocazione Beppe Grillo pubblica sul suo blog una immagine dell’ingresso di Auschwitz con la scritta “P2 Macht Frei” e storpia le parole dei celebri versi di Primo Levi con cui si apre “Se questo è un uomo” per solleticare i più bassi sentimenti antisemiti e cavalcare il malcontento popolare che si addensa in questi tempi di crisi. È un’oscenità sulla quale non è possibile tacere. Si tratta infatti di una profanazione criminale del valore della Memoria e del ricordo di milioni di vittime innocenti che offende l’Italia intera». Anche il deputato Pd Emanuele Fiano si è scagliato contro la scelta di Grillo: «A tutto c’è un limite. E Grillo pensavo li avesse già superati quasi tutti, con l’uso spregiudicato delle parole e delle persone. Invece no. Ma chi conosce quella storia, lo punirà nelle urne».