Grillini spaccatutto

Dopo aver “distrutto” tutto, il M5s distruggerà se stesso? Noi non vediamo l’ora

Caro direttore, giusto il tempo di far disastri e poi andarsene. Così, malgrado le apparenze, potrebbe essere descritta la parabola politica dei 5 stelle. Se il Grande Comico fosse Giulio Cesare, potrebbe così sintetizzare la situazione del suo movimento: “veni, destruxi, evanui” e cioè sono venuto con il “vaffa”, ho distrutto tutto il possibile ed ora svanisco. Non sono frasi campate in aria, perché sono basate sui numeri oggettivi di queste elezioni ragionali. Se prendiamo come parametro di confronto le ultime elezioni europee, i grillini sono passati in Toscana dal 12,6% al 6,4; in Veneto dall’8,9 al 3,2; in Liguria dal 16,4 al 7,7; nelle Marche dal 18,4 all’8,6; in Puglia dal 26,29 all’11,1. Se poi prendiamo in considerazioni le ultime elezioni politiche in Campania, il M5s è passato dal 54,1 al 9,9. I numeri oggettivi dicono che i 5s stanno effettivamente svanendo. In queste ore, malgrado tutto ciò, Di Maio&C usano parole trionfalistiche per avere vinto il referendum sul taglio dei parlamentari, dimenticando che il risultato del 70% di sì è dovuto non solo a loro, ma a quasi tutti i partiti, i quali dopo avere ceduto al potere dei magistrati, in questa occasione hanno ceduto (vergognandosi) alla loro cattiva fama presso il popolo.

Potremmo gioire per questo progressivo svanimento dei grillini, ma non possiamo dimenticare che, nel frattempo, la loro presenza non ha fatto che provocare danni e distruzioni. La loro presenza non è stata indolore e, malgrado la loro insipienza, non è stata vana. Hanno condannato con il loro “vaffa” tutto e tutti, ma poi si sono dimostrati, se possibile, peggio degli altri: non mantengono nessuna promessa circa i loro comportamenti interni (pensiamo al doppio mandato, all’apertura di procedimenti penali nei loro confronti, all’impossibilità di un dibattito al loro interno); non mantengono nessuna promessa politica (notav, Ilva di Taranto, impianto in Puglia); sono assolutamente statalisti su tutti i fronti, dalla scuola all’economia, all’imposizione del “pensiero unico”; rinverdiscono l’esperienza del più bieco qualunquismo, mettendosi con chiunque pur di stare al potere; hanno introdotto il reddito di cittadinanza, di cui stanno usufruendo molti tra fannulloni e criminali, senza che abbia prodotto un solo posto di lavoro; sono vergognosamente giustizialisti, aumentando così il potere della magistratura, contro i dettati della Costituzione; sono riusciti (con la connivenza incomprensibile del centro-destra e con la retromarcia d’interesse del Pd) ad indebolire il Parlamento; con una ministra incapace hanno dato un colpo da ko ad una scuola già groggy; con un ministro degli Esteri ragazzino hanno fatto scomparire l’Italia dal panorama internazionale; insomma, hanno combinato tanti disastri, purtroppo.

Poiché, come ha scritto giustamente Tempi, la politica manca oggi di veri leader, invece di essere emarginati,  i 5s sono stati corteggiati da altre forze politiche, con il risultato di rallentare nel tempo il processo del loro svanimento. Il Pd, addirittura, vorrebbe sottoscrivere un patto stabile e strategico con gli uomini e le donne dell’ex comico Grillo, dimenticando gli affronti del passato. La politica rischia di non avere più dignità. A causa di questa indifferenza politica degli altri partiti, il M5s è riuscito ad essere influente (negativamente) ed a fare accettare alcune delle loro proposte assurde. Questo è il paradosso che volevo sottolineare. Personalmente, spero che l’evanescenza in atto venga affrettata dagli eventi e dalla correttezza democratica prima che i disastri diventino troppi e irreversibili. Mi pare che gli elettori, almeno questa volta, hanno fatto capire che sono stanchi di questi disastri e, con il voto regionale, hanno urlato un bel “vaffa” nei confronti di Grillo.

Peppino Zola

Non so se siamo alla fine di una storia, ma intanto mi pare sia ormai avvenuta un’altra trasformazione. Ho chiesto a Gigi Amicone di scrivere un articolo sul prossimo Tempi in cui mettere a fuoco la metamorfosi di Beppe Grillo da pseudo-incendiario a pompiere. Era contro tutto il sistema, mentre oggi è il suo più indefesso difensore. Non me ne stupisco più di tanto: i grillini non sono mai stati realmente “rivoluzionari”, sono solo l’esito gridato e verbalmente violento di una storia iniziata molto tempo fa: che finissero per fare i ciambellani del potere, era la logica conclusione contenuta nelle premesse.

Emanuele Boffi

Foto Ansa