«Grazie a don Giussani ho conosciuto Dio a Taiwan»
In occasione della chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio monsignor Luigi Giussani, pubblichiamo le testimonianze di tre taiwanesi che hanno conosciuto o approfondito la fede cristiana grazie all’incontro con il movimento di Comunione e Liberazione a Taiwan. Le loro e altre storie sono contenute nel libro “La croce e il dragone”.
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«Giussani mi ha insegnato a usare la ragione per conoscere Dio»
Quando ho appreso la notizia della conclusione della fase diocesana della causa di beatificazione di don Luigi Giussani, il mio cuore si è riempito di pace e di gioia. Don Giussani è un uomo che amava profondamente Cristo. L’ho conosciuto attraverso il movimento di Comunione e Liberazione e, attraverso la scuola di comunità, ho appreso l’educazione che ci ha trasmesso, arrivando a comprendere questo sacerdote a poco a poco.
Per me don Giussani è un maestro e un testimone di Cristo. Attraverso di lui ho iniziato a riflettere sulla mia vita di fede, comprendendo che non si incontra Dio solo attraverso le emozioni, ma che è necessario anche l’uso della ragione per conoscerlo. Sotto la guida di questo percorso educativo, la mia vita di fede è cambiata profondamente. Ho iniziato a domandarmi: quale relazione ho, ogni giorno, con Dio? Che cosa c’entro io con questo mondo? Di conseguenza ho iniziato a pregare. Ogni giorno recito l’Angelus e il Rosario, offrendo le mie preghiere per il Papa, per la pace nel mondo, per il movimento e per le persone che mi circondano. Imparo ad affidare tutto a Dio e a prestare attenzione ai segni che Egli mi dona, affinché io possa rafforzare la mia fede e continuare a seguirlo.
Attendo con viva speranza che la Chiesa proclami santo don Giussani. Questo dimostra anche che il cammino di Comunione e Liberazione segue fedelmente la via di Gesù Cristo.
Zhang Bosco Renquan
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«Ho scoperto che Dio è un amico»
Per me don Giussani è come un capitano saggio e noi siamo l’equipaggio. Egli ci guida verso Dio, mentre lo Spirito Santo è come il vento che spinge l’intera nave in avanti. Ho conosciuto la sua figura attraverso i sacerdoti della Fraternità San Carlo. All’epoca studiavo all’Università Cattolica Fu Jen e, nel 2010, vidi su Facebook le foto di alcuni compagni di classe che avevano partecipato al Meeting di Rimini, in Italia. Ciò che mi colpì non furono solo i paesaggi, ma la luce sui loro volti e l’amicizia vera che c’era tra loro. Continuavo a chiedermi: «Perché sono così felici?». Così ho iniziato a cercare delle risposte.
In seguito, ho partecipato a Taipei agli incontri organizzati dai professori del dipartimento di italiano e dai sacerdoti della San Carlo. Fu la prima volta che sentii qualcuno parlare seriamente di amicizia, solitudine e del significato della vita. Quei contenuti mi affascinarono profondamente. Mi stupiva anche vedere come questi sacerdoti italiani, così lontani da casa, potessero vivere con tale gioia a Taiwan. Iniziai a essere curiosa: cos’era che rendeva la loro vita così piena?
Poi ho trovato il coraggio di dire: «Voglio conoscere la fede cristiana». La prima volta che ho partecipato alla Messa, davanti al crocifisso, non sono riuscita a trattenere le lacrime. Mi sono sentita come abbracciata da due mani enormi e ho capito con estrema chiarezza: «Questa è la mia strada». Anche se non ho mai incontrato don Giussani di persona, attraverso il movimento di Comunione e Liberazione, la compagnia dei sacerdoti e le sue opere, ho iniziato a capire che la fede non è un insieme di dottrine, ma una relazione reale. Prima mi limitavo a «credere in una divinità», ma nel cristianesimo ho sentito per la prima volta che Dio è un amico, un padre, qualcuno che mi ama davvero.
Questa fede ha cambiato la mia vita. Ho iniziato ad affrontare la mia quotidianità con più serietà e con il desiderio di condividere con gli altri la bellezza e la gioia che ho incontrato. Spesso mi chiedo: come posso far sapere a più persone cosa mi è successo? Perché questo incontro non è solo religione, è una sorpresa meravigliosa e inaspettata.
Quando ho saputo della conclusione della fase diocesana della causa di beatificazione di don Giussani, in realtà non comprendevo bene tutte le procedure e i significati ecclesiali. Ma per me, a prescindere dal fatto che venga ufficialmente proclamato santo o meno, egli è già un maestro fondamentale per la mia vita. Perché è attraverso di lui che ho iniziato a conoscere veramente la fede e a imparare come viverla ogni giorno.
Huang Emilia Xiaorou
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«Giussani ha reso la fede affascinante»
Don Giussani è un educatore che mi ha insegnato a guardare a ciò che accade ogni giorno con un cuore più aperto. Per me rappresenta la “seconda lezione” della mia vita di fede. La prima è stata quella della mia famiglia e della mia chiesa d’origine [protestante, ndr]. Don Giussani mi ha fatto capire che la fede è qualcosa di affascinante, che vale la pena perseguire per tutta la vita.
In Irlanda mi sono imbattuta in una mostra realizzata da alcuni membri di Comunione e Liberazione; lì ho conosciuto molte persone del movimento e ho iniziato a frequentare la scuola di comunità. Il primo libro che ho letto è stato Il senso religioso. All’epoca rimasi colpita nel vedere come tutti, alla scuola di comunità, discutessero della propria vita in modo così serio e appassionato, pieni di desiderio e di attesa verso l’esistenza. In quel momento ho pensato: «Questo è il gruppo che voglio seguire». Sono persone che ricercano l’unicità della vita e questo, per me che studio arte, è molto convincente: la propria vita è un dono di Dio, ma bisogna cercarne il senso attivamente; non si possono copiare le risposte degli altri.
Don Giussani ha reso la fede una realtà affascinante. Anche i miei genitori, mia sorella e mio marito partecipano alle attività del movimento, e abbiamo incontrato tanti cari amici e sacerdoti. Queste amicizie sono cresciute nel tempo, facendomi capire gradualmente che Dio è Amore. Anche se nel gruppo abbiamo personalità e interessi diversi, Dio è il nostro linguaggio comune; questo ci permette di accogliere i difetti degli altri e di continuare a camminare insieme.
La scuola di comunità che frequento a Taichung è composta per lo più da cristiani protestanti, ma le parole, il pensiero e il carisma di don Giussani ci tengono uniti nel condividere la vita. Questo incontro a Taichung dura ormai da più di dieci anni: è davvero incredibile.
Wang Xuening
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