Graziato Paolo Gabriele. Da Benedetto XVI un’altra lezione di “giustizia giusta”

L’ex maggiordomo del Papa, individuato come il “corvo” del caso Vatileaks, è stato graziato da Benedetto XVI. Che ora gli troverà perfino una nuova casa e un nuovo lavoro

«Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto visita in carcere al Signor Paolo Gabriele, per confermargli il proprio perdono e per comunicargli di persona di avere accolto la sua domanda di grazia, condonando la pena a lui inflitta. Si è trattato di un gesto paterno verso una persona con cui il Papa ha condiviso per alcuni anni una quotidiana familiarità.
Successivamente, il Signor Gabriele è stato scarcerato ed è rientrato a casa. Benché non possa riprendere il precedente lavoro e continuare a risiedere in Vaticano, la Santa Sede, confidando nella sincerità del ravvedimento manifestato, intende offrirgli la possibilità di riprendere con serenità la vita insieme alla sua famiglia».

È il comunicato diffuso oggi dalla Segreteria di Stato vaticana. Benedetto XVI mette così il punto finale sul cosiddetto scandalo “Vatileaks”. Era stato infatti Paolo Gabriele, ex maggiordomo di Sua Santità, a trafugare le carte segrete del Papa sulla base delle quali i giornali italiani (ma non solo) hanno imbastito una campagna di gossip e veleni durata mesi.

Concedendo la grazia al suo ex collaboratore infedele il Santo Padre dà oggi al mondo una nuova lezione di “giustizia giusta”. Già la Chiesa aveva destato ammirazione prima celebrando nei confronti del “corvo” un processo rapidissimo e discreto, senza spettacolarizzazioni né fughe di notizie (Gabriele era stato rinviato a giudizio il 13 agosto e il verdetto è arrivato il 6 ottobre); poi comminandogli una pena tutto sommato molto mite (appena 18 mesi per furto aggravato, ben poco se si considera l’importanza dei documenti rubati). Ora arriva il gesto di clemenza del Papa. Che non si accontenta solo di premiare con la grazia «la sincerità del ravvedimento manifestato», ma si spingerà oltre. Come scrive il vaticanista del Corriere della Sera Gian Guido Vecchi, «in Vaticano si tiene soprattutto conto del fatto che Gabriele abbia moglie e tre figli. Gli troveranno “un’altra casa e un altro lavoro…” fuori dal Vaticano in una istituzione legata alla Chiesa ma che formalmente non è della Santa Sede».